Sebastiani punge il Palermo: “Corona doveva scegliere Pescara”. Retroscena e scenari di mercato
In vista della sfida contro il Palermo, il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, ha acceso i riflettori su un nome che negli ultimi mesi è stato al centro delle strategie di mercato abruzzesi: Giacomo Corona.
Il giovane attaccante, classe 2004, è stato a lungo nel mirino del club biancazzurro sia durante la sessione estiva sia in quella invernale. Tuttavia, nonostante il limitato impiego in campionato — appena 118 minuti distribuiti in 10 presenze in Serie B — la società rosanero non ha mai realmente aperto alla cessione.
Sebastiani, come riportato da ilovepalermocalcio.it, non ha nascosto una certa sorpresa per la scelta del Palermo di trattenere il giocatore, sottolineando come, in un’ottica di crescita e continuità, un trasferimento avrebbe potuto rappresentare un’opportunità importante per il ragazzo.
Il Palermo e la corsa alla promozione: perché Corona è rimasto
La posizione del Palermo appare chiara: l’obiettivo dichiarato è la promozione e, in una stagione così delicata, ogni risorsa può rivelarsi preziosa. Anche un attaccante giovane, magari non protagonista assoluto, può diventare un’arma tattica utile nel momento decisivo.
Secondo Sebastiani, però, la logica della competitività immediata rischia di entrare in conflitto con il percorso di maturazione di un talento emergente. La dirigenza abruzzese avrebbe garantito a Corona maggiore spazio e responsabilità, elementi fondamentali per un calciatore in rampa di lancio.
Il riferimento implicito è alla gestione tecnica dell’allenatore rosanero, che finora ha concesso all’attaccante un minutaggio piuttosto ridotto, segnale di una gerarchia offensiva ben definita.
Il paragone con Desplanches e il messaggio ai giovani
Nel suo intervento, Sebastiani ha evocato anche l’esempio di Sebastiano Desplanches, giovane portiere che, scegliendo Pescara, ha trovato spazio da titolare prima dello stop per infortunio. Un paragone non casuale, che suona quasi come un messaggio rivolto non solo a Corona, ma a tutti i giovani in cerca di consacrazione.
Il presidente biancazzurro ha lasciato intendere che, talvolta, è preferibile scendere di categoria o cambiare ambiente per accumulare esperienza concreta, piuttosto che restare in una piazza ambiziosa con il rischio di collezionare soltanto spezzoni di gara.
Un concetto chiaro: la crescita passa dal campo, non dalla panchina.
Futuro incerto: cosa può accadere nella prossima finestra di mercato
Il mancato trasferimento non chiude definitivamente la porta. Se il Palermo dovesse confermare le proprie priorità tecniche e Corona continuasse a trovare spazio limitato, in estate potrebbero riaprirsi i dialoghi.
Molto dipenderà dagli equilibri di squadra, dagli obiettivi stagionali e dalle strategie societarie. Pescara resta vigile, convinto che il talento del classe 2004 meriti un contesto in cui esprimersi con continuità.
La vicenda Corona diventa così emblematica di una dinamica sempre più frequente nel calcio italiano: da una parte le ambizioni dei club in lotta per traguardi immediati, dall’altra la necessità di valorizzare giovani prospetti attraverso minuti veri e responsabilità concrete.
E mentre la sfida sul campo tra Palermo e Pescara si avvicina, le dichiarazioni di Sebastiani aggiungono un ulteriore livello di tensione narrativa a un confronto che va oltre i novanta minuti.






