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Orgoglio e rimpianti: il Pescara cade a Venezia ma non si inginocchia
Oggi alle 09:47Primo Piano
di Antonio Iannucci
per Tuttopescaracalcio.com

Orgoglio e rimpianti: il Pescara cade a Venezia ma non si inginocchia

Perdere 3-2 in casa della capolista non è mai una buona notizia.

Ma non tutte le sconfitte sono uguali.Il Pescara esce dal Penzo con zero punti, sì.Ma esce anche con la consapevolezza di aver giocato alla pari contro la squadra più forte del campionato.E questa, oggi, è una differenza enormeUna partita veraIl Venezia parte forte, come ci si aspetta da chi guida la classifica. Pressione, ritmo, qualità. Il Pescara però non si scioglie. Non arretra mentalmente, non si scompone.Risponde.

Gioca.

Resta dentro la partita.I biancazzurri trovano il coraggio di alzare il baricentro, di cercare la giocata, di non limitarsi a difendere. E quando segnano, non è casuale. È frutto di convinzione.La differenza sta nei dettagliIl problema non è stato l’atteggiamento.

Il problema non sono stati solo gli episodi,c’è un dato che non si può più ignorare, è quello della fase difensiva.

Tre gol subiti non sono un incidente. Non sono solo merito della capolista. Sono l’ennesima conferma di una fragilità che accompagna il Pescara da mesi. Marcature lente, letture sbagliate, poca cattiveria nei momenti chiave.

Contro squadre come il Venezia puoi anche giocartela, puoi anche segnare due gol fuori casa, ma se dietro concedi così tanto diventa tutto inutile. Perché ogni errore viene punito, ogni disattenzione diventa una sentenza.

Il problema non è il coraggio.

Non è la voglia.

È la solidità.

E finché la difesa continuerà a scricchiolare al primo affondo serio, ogni partita resterà una montagna troppo ripida da scalare.

Non è una squadra rassegnata.È una squadra che paga ancora qualcosa in termini di esperienza,di gestione, di cinismo. Ma che oggi ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque.E questo cambia la prospettiva.

Perché se ad Avellino era stata una vittoria di maturità, a Venezia è arrivata una sconfitta di dignità.L’emergenza che pesa

Senza Desplanches, con un portiere adattato e con un equilibrio difensivo ancora da sistemare, il Pescara ha comunque trovato il modo di restare in partita.Ma la realtà resta chiara:

serve solidità.

Serve continuità.

Serve concretezza.

La classifica non premia il coraggio, premia i punti.

 E adesso?La sconfitta fa male. Sempre.Ma questa volta lascia qualcosa di diverso.Lascia la sensazione che il Pescara non sia inferiore per mentalità. Che possa ancora lottare. Che la salvezza non sia un miraggio.Contro la capolista si può perdere.Ma non si può smettere di credere.Il Pescara oggi ha perso una partita.Non ha perso la faccia.

Non ha perso l’anima.

E nella corsa salvezza, anche questo conta.