Pescara, occasione sprecata: da sei punti possibili a uno solo. Ora non c’è più margine d’errore
E invece il Pescara esce dal doppio confronto con Sampdoria e Carrarese con appena un punto raccolto sui sei disponibili. Troppo poco. Decisamente troppo poco, soprattutto a questo punto della stagione.
Ora i conti sono semplici e durissimi allo stesso tempo: restano tre gare, e senza un filotto quasi perfetto il rischio concreto è addirittura quello di non riuscire ad agganciare nemmeno la zona playout.
Sei punti che potevano cambiare tutto
Contro la Sampdoria il Pescara aveva la partita in mano e se l’è lasciata sfuggire nel finale.
Contro la Carrarese, oggi, il copione si è ripetuto in modo diverso ma con lo stesso risultato: enorme rammarico.
Due gare in cui i biancazzurri avevano costruito le condizioni per raccogliere molto di più. Due partite che potevano consegnare fiducia, classifica e slancio. Invece oggi il Pescara si ritrova a inseguire ancora, con il tempo che corre veloce.
A Carrara il Pescara reagisce da squadra viva
Eppure la partita di oggi aveva raccontato altro.
La Carrarese parte meglio, trova il vantaggio e sembra mettere la gara sui binari giusti. Il Pescara, però, questa volta non si disunisce. Reagisce con carattere, con voglia, con quella rabbia che la situazione impone.
Il pari arriva con una giocata splendida di Letizia, autore di un gol di altissimo livello, di quelli che pesano non solo sul tabellino ma anche sull’inerzia emotiva della partita.
Poco dopo arriva il sorpasso firmato Acampora, premiato dopo una gara di corsa, intensità e presenza costante. In quel momento il Pescara aveva fatto la cosa più difficile: ribaltare una trasferta pesante, in un clima complicato, con la pressione addosso.
E invece, ancora una volta…
Quando sembrava il momento di stringere i denti e portarla a casa, è arrivato l’ennesimo schiaffo.
All’84’, il pareggio della Carrarese riapre ferite già viste troppe volte in questa stagione: gestione imperfetta, poca lucidità nei momenti chiave, incapacità di proteggere un vantaggio preziosissimo.
Ed è questo il nodo che continua a frenare il Pescara.
La squadra ha dimostrato di avere qualità, cuore, capacità di reagire. Ma non riesce ancora a trasformare tutto questo in punti pieni.
Adesso i conti sono brutali
Con tre partite rimaste, il margine è praticamente azzerato.
Il Pescara non può più permettersi mezze misure, pareggi amari o occasioni buttate. Da qui alla fine servirà un rendimento quasi perfetto. Nove punti diventano l’obiettivo minimo per sperare di evitare guai peggiori e restare agganciati ai playout.
È dura dirlo, ma è la realtà.
La squadra è viva. Ma ora servono risultati
La nota positiva esiste: questo Pescara non è morto.
Reagisce, lotta, resta dentro le partite. Ha trovato in uomini come Letizia, Acampora, Insigne e Di Nardo riferimenti importanti.
Ma nel calcio di maggio non bastano i segnali.
Servono i punti.
Ultime tre: dentro o fuori
Adesso non conta più giocare bene.
Non conta nemmeno meritare.
Conta solo vincere.
Il Pescara si è complicato la vita da solo nelle ultime due giornate. Ora ha ancora una possibilità, ma è strettissima. Le prossime tre partite saranno un dentro o fuori lungo 270 minuti.
E a questo punto, davvero, non c’è più tempo da perdere.






