Pescara, chi sostituisce Merola? Buscè deve trovare una nuova strada per l’attacco
Redazione TuttoPescaraCalcio
Il Pescara deve imparare a fare a meno di Davide Merola proprio nel momento in cui l’attaccante era tornato decisivo. La doppietta che ha ribaltato la partita di Perugia ha mostrato quanto il suo contributo possa pesare. Il successivo infortunio al ginocchio destro, con la lesione del legamento crociato anteriore riportata dopo gli accertamenti, impone ora una riflessione sulle soluzioni offensive.
Per Antonio Buscè, la questione riguarda soprattutto come distribuire le responsabilità tra i giocatori disponibili. Sostituire Merola significa trovare nuove risposte nella finalizzazione, nei movimenti e nella capacità di incidere durante la partita.
Il successo del Curi resta una base positiva. Adesso servirà costruire continuità attraverso un attacco capace di produrre anche senza uno dei suoi protagonisti.
D’Ausilio, Meazzi e Ferraris: le alternative da valorizzare
D’Ausilio può assumere un peso maggiore nella costruzione delle occasioni. Il suo contributo dovrà essere valutato attraverso la capacità di creare superiorità, combinare con i compagni e accompagnare l’azione negli ultimi metri. Aumentarne il coinvolgimento può aiutare, purché il Pescara continui a offrire più soluzioni al portatore di palla.
Meazzi rappresenta un’altra possibilità da considerare nella ricerca di collegamenti tra centrocampo e attacco. Per lui, come per gli altri interpreti offensivi, saranno importanti la posizione di ricezione e la vicinanza dei compagni: la qualità individuale diventa più utile quando esistono appoggi e movimenti coordinati.
Anche Ferraris può rientrare nelle valutazioni. La scelta del suo impiego dovrà dipendere dal compito richiesto e dalle caratteristiche dell’avversario. Le prossime decisioni di Buscè chiariranno se l’assenza di Merola porterà a nuove gerarchie oppure a una maggiore alternanza.
Parigi resta un riferimento da sostenere con continuità. Il centravanti avrà bisogno di rifornimenti, ma anche di giocatori capaci di avvicinarsi per raccogliere una sponda o sfruttare gli spazi aperti dai suoi movimenti. Lasciarlo isolato renderebbe più difficile il lavoro dell’intero reparto.
Più responsabilità condivise: il modulo da solo non basta
Il confronto tra 4-3-3 e 4-2-3-1 può accompagnare le riflessioni del tecnico. La disposizione iniziale, però, acquista valore attraverso ciò che accade durante l’azione: quanti giocatori attaccano l’area, chi offre una soluzione tra le linee e chi protegge la squadra quando perde il pallone.
Per questo il Pescara dovrà cercare un contributo più distribuito. Gli esterni possono aumentare la presenza negli ultimi metri, mentre gli inserimenti dei centrocampisti possono aggiungere un’opportunità senza rendere prevedibile ogni attacco.
Anche i cambi avranno un ruolo importante. A Perugia l’ingresso di Merola ha modificato la partita; senza di lui, Buscè dovrà individuare altre possibilità per intervenire a gara in corso, attraverso caratteristiche differenti o una diversa occupazione degli spazi.
Prima di attribuire al mercato ogni possibile risposta, sarà necessario misurare ciò che la rosa può offrire. Un’eventuale esigenza di rinforzi andrebbe definita con precisione: finalizzazione, creatività e profondità offensiva sono necessità diverse.
La prima sfida del Pescara è rendere collettiva una parte del peso sostenuto da Merola. Le prossime partite diranno quali combinazioni sapranno offrire occasioni, gol ed equilibrio.


