Repetto, un divorzio quasi scontato
Che i ruomors di un rapporto non più idilliaco si rincorressero da tempo non era più mistero. Tornando indietro, già sul finire del 2015, per la precisione il 28 dicembre, in un'intervista concessa al canale Rete 8, Repetto aveva dichiarato all'intervistatore di come a volte fosse stato all'oscuro di decisioni societarie riguardanti l'area tecnica, e di come queste cose non gli andassero giù. In più le voci sempre più insistenti che volevano come ds per la prossima stagione Luca Leone, pescarese puro e oggi in forza ai cugini abruzzesi della Virtus Lanciano, di certo non hanno fatto felice Giorgio.
I due hanno in comune il non aver digerito decisioni societarie visto che anche Leone aveva apertamente dichiarato come fosse stato un errore esonerare anzitempo D'Aversa dalla panchina rossonera. Verrebbe quasi da rispolverare uno di quei detti secolari: "mal comune, mezzo gaudio".
Giorgio Repetto fu scelto per ripartire dopo la dura retrocessione dalla Serie A, in cui nel girone di ritorno i biancazzurri racimolarono solo il bottino di due miseri punti e per rinsaldare i rapporti con l'ambiente. Ambiente che ne ha sempre apprezzato la figura, così come i calciatori tesserati con il Delfino. Proprio un paio di settimane fa Lucas Torreira, parlando alla stampa presso il centro sportivo Poggio degli Ulivi, aveva dichiarato che in un periodo buio in cui non vedeva possibilità di scendere in campo, era rimasto in terra italica proprio grazie alla vicinanza di alcune persone in società, tra cui proprio lo stesso direttore, rimandando il rientro in terra uruguagia.
L'operato di Repetto è sotto gli occhi di tutti e citare i suoi colpi di mercato che hanno fruttato e frutteranno al Pescara ottimi affari potrebbe risultare quantomeno lapalissiano e oltremodo scortese nei confronti della società, essendo i risultati raggiunti frutto di un'ampia collaborazione e i meriti sempre divisi e condivisi.
Ciò che però desta più di un punto interrogativo quindi è la tempistica. Ammesso che i contratti sportivi abbiano sempre una scadenza e quindi la fine del rapporto sempre scritta nero su bianco e la sua data di scadenza ben nota con largo anticipo e che la stessa conclusione anticipata rientra nel pieno diritto delle parti, come direbbe il buon Lubrano "a questo punto la domanda sorgespontanea". E la domanda: "è opportuno sollevare dall'incarico il direttore Repetto alla vigilia del termine del campionato con il play-off alle porte?", anche per non andare a intaccare nulla nella macchina costruita quest'anno una prima parte di campionato più che ottima ha avuto bisogno di passare dal meccanico per trovare il guasto che ne aveva ingolfato il motore, prima di ritornare a correre ad alta velocità.
La speranza di tutti è che questo scossone non distragga e destabilizzi il gruppo. Per il terzo posto manca oramai solo un piccolo ultimo sforzo e gettare via la corda proprio nei play-off sarebbe un suicidio. Da questo punto di vista però si potrebbe dormire sonni tranquilli. I giocatori infatti sono affamati e lotteranno fino alla fine per raggiungere il traguardo, Lapadula su tutti.


