Camplone o Baroni: quale ex dovrà affrontare il Pescara?
Comunque vada, i play off inizieranno con la sfida ad un attesissimo ex. In semifinale, infatti, il Pescara troverà la vincente del turno preliminare tra Bari (5°) e Novara (8°). L'altro incrocio è Cesena-Spezia: la vincente troverà il Trapani di Cosmi. La squadra del pescarese doc Andrea Camplone ospiterà al San Nicola in gara secca la rivale piemontese allenata da Marco Baroni. In campo mercoledì prossimo, 25 maggio, alle 20 e 30. In caso di parità, si qualificherà la meglio piazzata, quindi il Bari di un altro ex, Riccardo Maniero. Dopo aver conosciuto il nome della sua rivale, il Delfino entrerà in scena domenica prossima, alle 18 e 30, nella prima semifinale, in trasferta: o al San Nicola o al Piola. All'Adriatico, la partita decisiva per l'accesso alla finale si giocherà mercoledì 1° giugno alle 20 e 30. Le due finali sono in programma il 5 e il 9 giugno. Che avversarie sono le due squadre che ambiscono a qualificarsi per le semifinali contro il Pescara? Attrezzate, insidiose e con diversi fattori di rischio per i biancazzurri. Il Bari, ad esempio, punterebbe forte sul fattore ambientale nella partita d'andata: giocare in uno stadio con 40mila spettatori non è mai facile. Il club pugliese, tra l'altro, ha già iniziato una sorta di campagna mediatica contro presunti arbitraggi sfavorevoli. Un refrain che sicuramente Paparesta e i dirigenti biancorossi faranno risuonare su tv, siti e giornali ancora a lungo, in vista del primo spareggio. Ovviamente, non bisogna dimenticare la questione tecnica: Camplone è un ottimo allenatore e la rosa dei Galletti ha un potenziale offensivo impressionante. Oltre a Maniero, gente come Rosina, De Luca, Valiani, Lazzari, Defendi e il rosetano Dezi rappresentano un lusso in termini di qualità. Il Novara, invece, ha un fattore determinante che Oddo vorrebbe evitare: il campo in erba sintetica. Il Pescara quest'anno ha una sorta di maledizione sui campi di nuova generazione: sconfitto a Novara, Vercelli e Cesena, il Delfino fa molta fatica a giocare come sa su questi terreni duri e veloci, che non prediligono il possesso prolungato del pallone e il fraseggio stretto tanto caro all'allenatore pescarese. Poi c'è il fattore Baroni: l'ex tecnico biancazzurro gioca un calcio d'attesa, difensivo, snervante per chi lo affronta. Non è un caso che Memushaj e C. abbiano perso sia all'andata in Piemonte che al ritorno. Ovviamente, la qualità abbonda anche dalle parti di Novarello: Gonzalez, Evacuo, Galabinov, Lanzafame o Casarini sono elementi da tenere d'occhio.


