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tmw / pescara / Primo Piano
Oddo in conferenza stampa: "Bisogna risorgere!"TUTTOmercatoWEB
© foto di Image Photo Agency
martedì 29 marzo 2016, 18:20Primo Piano
di Marco Romano
per Tuttopescaracalcio.com
fonte dal nostro inviato a Pescara Marco Romano

Oddo in conferenza stampa: "Bisogna risorgere!"

Nella conferenza stampa settimanale a tenere banco è la quinta sconfitta consecutiva maturata sabato scorso sul campo della Ternana. La vittoria manca da ormai ben nove turni ed il prossimo turno di campionato sembra essere troppo ghiotto per lasciarsi scappare immediatamente le speranze di risalita. Tra i vari temi anche un tweet polemico di Maurizio Pistocchi. Accanto all'allenatore dei biancazzurri anche il direttore generale Giorgio Repetto.

Mister è un momento delicato, può essere quella con il Como la partita della svolta per la squadra e per lei?
"Fa parte del calcio. Veniamo da 5 sconfitte. Inutile nascondersi dietro qualcosa che non esiste. Abbiamo una partita importante in casa contro l'ultima in classifica e quindi è un bivio importante. Bisogna risorgere, visto anche che siamo sotto Pasqua. Una vittoria potrebbe sbloccarci a livello psicologico, oltre che di classifica. E' evidente anche il fatto che ora siamo usciti dai play-off e a questo punto dobbiamo recuperare terreno, vincere e fare tre punti per riprendere il nostro cammino".

E se le cose non dovessero andare per il verso giusto, sente la fiducia della società? Si sente in discussione?
"Il ruolo dell'allenatore è un ruolo in cui ci si sente sempre in discussione. L'ho già detto più di una volte che mi sentivo in discussione anche dopo la settima vittoria consecutiva, perché sapevo benissimo che se non avessimo fatto l'ottava sarei stato in discussione, per qualsiasi cosa perché poi quando si perde è inevitabile, risultati o meno, si vada sempre a cercare giustamente il perché una squadra non abbia vinto, non abbia continuato a vincere o perché sta perdendo partite. Ognuno si fa la sua idea e per ognuno intendo anche la società. E' normale che io mi possa sentire sempre e comunque in discussione, anche in questo momento, ma sono valutazioni che fa la società. Quello che posso dire io è che sono tranquillo, non ho perso la testa e che ho chiaro l'obiettivo e ho ben sotto mano i ragazzi. Ho una lunga esperienza alle spalle che mi consente di gestire questi momenti dopo tanti anni di calcio a grandi livelli. La nostra strada è lunga ed è solo una: continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto e quello che ci ha consentito di arrivare fino a questo punto. Una squadra votata all'attacco, che non si preoccupa dell'avversario".

L'impressione è che la squadra scenda in campo intimorita, spaventata.
"Sono molto più arrabbiato per il fatto che nell'ultima partita abbiamo provato più a non prenderle che a darle, che per il fatto di aver perso. Perché quantomeno in tutte le altre partite noi siamo sempre andati in campo per fare male, per cercare di vincere. Invece nell'ultima partita ho provato a fare qualcosa di diverso, è stato palese, ma i risultati non sono cambiati. La squadra è sempre scesa in campo con l'idea di vincere, non di non prenderli, ma di farli i goal. Nell'ultima partita non è stato così perché ho voluto provare a dare più certezze e sicurezze alla squadra, ho avuto anche risposte positive perché abbiamo subito un solo tiro in porta, però il calcio dice che se prendi un tiro in porta e agli altri va dentro le perdi comunque. In questi momenti serve a poco ragionare con il senno di poi, quello che serve è andare avanti e farlo con le proprie certezze".

A proposito di sentirsi in discussione, il presidente Sebastiani ha detto che se vuole può passare in sede per firmare il prolungamento del contratto.
"Se mi chiama ci vado! Sono cose che la società fa in questi momenti credo giustamente. Se difendono il proprio allenatore è perché crede nel lavoro fatto fino a questo momento. Se la società decide di non mettere in discussione un allenatore dopo cinque sconfitte consecutive è perché trova nel lavoro suo lavoro qualcosa di positivo. A volte è riduttivo valutare un allenatore solo per i risultati, se andiamo a vedere quello che è successo a Modena, dove a un minuto dalla fine vincevano e poi hanno perso, quella è una cosa fatta puramente frutto di un risultato. Ripeto, sono valutazioni che fa la società".

Ma quali possono essere le cause principali di questo momento? Mancanza di fiducia, appagamento, il mercato che ha destabilizzato?
"Sono una serie di motivi, è tutto che crea queste situazioni. Può essere inconsciamente la risposta di qualche ragazzo che si trova in mezzo al mercato, l'acquisto che non risponde per quello che ti aspettavi, può essere la sfortuna, la squadra che non è libera e spensierata come prima. Sono una serie di motivi che fanno si che si verifichino queste cose. Probabilmente in mezzo a queste partite, se avessimo fatto una vittoria, non ne avremmo perse cinque di seguito, ma questo non lo possiamo mai sapere. E quindi non può essere un caso se perdiamo cinque partite però la testa fa tanto e quando la mente non è libera succedono tante cose che fanno che si possa incanalare un momento così".

A questo punto bisogna guardare avanti e pensare solo alla vittoria?
"Bisogna guardare avanti perché nonostante questo cammino bruttissimo noi siamo a quattro punti dalla terza, quindi dobbiamo pensare a ritrovare una vittoria che può dare tantissimo sotto il profilo del morale. Dobbiamo scendere in campo consapevoli del fatto che dobbiamo avere delle convinzioni e le nostre convinzioni sono quelle che ci hanno portato ad avere 49 punti, che fondamentalmente abbiamo sempre avuto e farlo con più convinzione ancora".

Le ha dato fastidio il tweet di Maurizio Pistocchi in cui sosteneva che lei fosse difeso dalla stampa perché amico di Alessandro Moggi?
"Nei momenti di difficoltà parlano tutti e tutti esprimono la propria opinione come giusto che sia. Se lui pensa questo lasciamoglielo pensare, non è un problema. Posso dare solo una risposta: nella vita tutto quello che ho fatto me lo sono conquistato, punto. Tutto quello che ho fatto me lo sono conquistato sul campo, sia dal punto di vista calcistico, che extra calcistico. Nella mia vita ho fatto tante cose, soprattutto a livello calcistico perché sono arrivato ad alti livelli, a vincere tutto, ma anche a livello extra calcistico, mi sono laureato, ho fatto tutti i corsi che potevano esserci e non mi ha mai aiutato nessuno. Quando ho iniziato a giocare a calcio dicevano che giocavo perché mio padre faceva l'allenatore e la mia risposta è sempre stata sul campo, non ci tengo neanche a rispondere a queste cose qui".

Può aiutare anche il pubblico in questi momenti?
"Abbiamo bisogno di una vittoria. Sarà una partita importantissima e speriamo e contiamo di avere il sostegno della gente, perché anche loro giustamente sono arrabbiati e delusi, come lo siamo noi in primis. Però come siamo consapevoli dell'importanza della partita, questa convinzione la deve avere anche il tifoso che vuole bene al Pescara perché il sostegno i ragazzi lo sentono. Può aiutare anche l'ambiente".

Su alcune scelte come quella Aresti-Fiorillo ci saranno novità?
"In questo momento dato che il morale è quello che è, il carattere è quello che è, da oggi in poi non vi fate domande particolari se vedete un giocatore in tribuna. Vuol dire che da quel giocatore non posso avere più di tanto e quindi se ci sarà un giocatore in panchina con un nome non eclatante e ce ne sarà uno con un nome eclatante in tribuna, significa che in questo momento evidentemente non possono darmi di più. Farò scelte anche in base a queste cose perché è un momento delicato. E' una questione di forza mentale".

A livello di infortuni? Quali saranno le scelte in difesa?
"Crescenzi purtroppo deve stare fermo per un po', come Mazzotta. Campagnaro sta bene. Abbiamo dei problemi a sinistra, Zampano è squalificato e qualcosa bisognerà inventarsi".