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Pistoia e la Pistoiese sognano un nuovo stadio
venerdì 21 gennaio 2022, 19:48Primo Piano
di Redazione 1 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte pistoiasport.com

Pistoia e la Pistoiese sognano un nuovo stadio

Il club toscano che milita in Serie C sta cambiando proprietà ed anche questa situazione potrebbe essere lo spunto per "sognare" un nuovo stadio

Lo scorso sabato presso il Comune di Pistoia è stato protocollato il progetto per un nuovo stadio di calcio in città. L’iniziativa, portata avanti sotto traccia da un pool di imprenditori, è stata resa nota da Luigi Santo, consulente manageriale della cordata a capo dell’iniziativa. «Vogliamo il bene della Pistoiese e stiamo lavorando al progetto di questo nuovo stadio già da otto mesi e lo consideriamo un elemento fondamentale per il futuro della squadra. L’abbiamo già presentato al Sindaco di Pistoia che ci ha incontrato e ha dimostrato interesse».

A metterci la faccia, rendendo pubblici i passi sin qui fatti, è Luigi Santo, pistoiese di nascita e trapiantato prima in Puglia e adesso a Reggio Emilia. Del mondo arancione ha vissuto attivamente il periodo del dopo Dromedari, quando alla guida dell’Olandesina come presidente c’era Mario Frustalupi. Con lui, in questa cordata che sogna di realizzare a Pistoia un nuovo stadio nell’area già attualmente occupata dal “Marcello Melani”, ci sono anche realtà «tra cui la Arcus Immobiliare di Reggio Emilia, l’Asap studio, la Salento Group Service e altre».

Nei documenti presentati al sindaco e protocollati la scorsa settimana (come confermatoci dall’amministrazione nda) c’è il progetto per uno stadio completamente coperto da 16500 posti a sedere, totalmente green e in grado di autoalimentarsi dal punto di vista energetico, un parcheggio da 1200 posti con 14000 metri di galleria per le attività e soprattutto un’area verde rialzata di 16000 metri quadri calpestabili. «Solo con lo stadio di proprietà è possibile sostenere la Pistoiese. Abbiamo coinvolto uno dei più grossi studi ingegneristici di Roma, coloro che hanno contribuito anche alla costruzioni del Mapei Stadium e dello Juventus Stadium. Per realizzare il nostro progetto – dichiara ancora Santo a nome della cordata che rappresenta – servono tra gli ottanta e i novanta milioni, risorse che abbiamo già individuato, mentre come tempistiche contiamo di riuscire a realizzarlo in diciotto mesi dall’inizio dei lavori con la posa della prima pietra».

E poi aggiorna anche sulla situazione del progetto: «Abbiamo ricevuto l’eleggibilità dalla Comunità Europea per questo stadio. Ne abbiamo già parlato con il sindaco Tomasi, con l’assessore Cialdi e il responsabile all’urbanistica, che ringrazio per la grande attenzione dimostrata e la disponibilità. Adesso il progetto, secondo l’iter burocratico relativo, deve essere adesso proposto e sottoposto all’attenzione della Regione». Il progetto è chiaramente collegato alla squadra della Pistoiese, un’abbinata che in questo momento però è stata spaiata dall’arrivo di Lehmann che è appena diventato il proprietario dell’Olandesina.

La cordata rappresentata da Luigi Santo non ha niente a che fare con la nuova proprietà capeggiata da Stefan Lehmann, ma resta comunque disposta ad ascoltare i loro progetti ed eventuali proposte nel caso in cui fosse contatta: «Non sappiamo chi sono, ma non chiudiamo la porta a nessuno. Anzi, desideriamo parlare a tutta la città, vogliamo confrontarci con tutto il territorio e le sue forze, il nostro desiderio è quello di essere corretti e attenti a tutti, di unire i tifosi e parlare a tutte le realtà del tessuto locale e a tutte le associazioni di categoria. A riguardo, nel prossimo mese abbiamo intenzione di convocare una conferenza stampa per parlare a tutti e presentare il nostro progetto alla città».

Per il momento gli unici interlocutori, oltre alla massima istituzione

locale, sono stati alcuni tifosi della Pistoiese e Sergio Iorio, il manager che titolo personale a dicembre avrebbe provato a entrare come socio di minoranza nella Holding Arancione e con cui Santo dichiara di aver «trovato condivisione in molte delle idee e dei progetti sulla visione che abbiamo per rilanciare la Pistoiese. Se fosse entrato nella Holding, per noi avrebbe rappresentato una garanzia».

Anche perché il progetto dello stadio resta direttamente collegato ad una visione sportiva collegata alla Pistoiese intesa come squadra, ma anche come entità ben riconosciuta in città e fuori dai confini locali: «L’idea era quella di investire nella Pistoiese, però ero alla ricerca di un qualcosa che dovesse essere supportato, perché altrimenti è come costruire una cattedrale nel deserto. La prima cosa che ho pensato è stata quella di coinvolgere delle persone che potessero dare un progetto solido su quello che potrebbe essere non solo lo sviluppo della squadra ma di tutto quello che c’è intorno. Oggi quello che manca è sentire l’appartenenza alla città, alla squadra, a quei valori che si sono persi un po’ da tutti le parti. Quindi il nostro primo obiettivo era quello di ridare il valore alla squadra all’interno del comune di Pistoia».

E poi, ancora, Luigi Santo puntualizza alcune idee care alla sua cordata e al loro sogno: «Ci sono stati i primi incontri con degli imprenditori che mi hanno dato la disponibilità e siamo partiti. Abbiamo continuato a seguire il discorso della squadra, portando avanti in sordina il nostro progetto che è quello di avere uno stadio di proprietà e di avere un impianto che ci dia la possibilità di creare un qualcosa di importante. Siamo a trecento metri dal centro, potrebbe essere il fiore all’occhiello per questa città e per la Pistoiese. Il nostro programma, perché si parlava di breve medio e lungo termine, era eventualmente quello di avvicinarsi alla squadra avendo lo stadio di proprietà e facendo un investimento per lo stadio. Abbiamo già investito dei soldi, perché comunque sia abbiamo fatto un rendering. La nostra idea è quella di partire con una ristrutturazione completa, rinfoltire tutto il settore giovanile e a riguardo abbiamo visto Pistoia Ovest e diverse altre situazioni, oltre naturalmente allo stadio per il quale abbiamo presentato un progetto in comune».

Insomma, c’è anche un altro soggetto sullo scacchiere cittadino e ha deciso di rivelarsi dopo gli ultimi sviluppi: «Perché usciamo adesso? Per le vicende che si sono susseguite nell’ultimo mese: dal mancato ingresso di Iorio al preliminare con Lehmann. In questo momento stiamo aspettando che il Comune si confronti con la Regione e ci sono dei passi da fare per arrivare ad un dunque». Altri temi sul tavolo arancione, che mai come in questo ultimo mese è stato così ricco di proposte, azioni e volti, tutti con in testa l’Olandesina.

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