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Trapani, patron Antonini sereno: "Non ci sono norme che portino ad esclusione, mi aspetto penalizzazione"TUTTO mercato WEB
© foto di Laerte Salvini
Oggi alle 17:48Primo Piano
di Marco Laguardia
per Tuttopotenza.com
fonte TuttoC

Trapani, patron Antonini sereno: "Non ci sono norme che portino ad esclusione, mi aspetto penalizzazione"

Valerio Antonini, presidente del Trapani, è intervenuto nel corso di 'SiraPodcast', trasmissione di SiracusaFans per fare il punto della situazione sia nel basket sia nel calcio: "Quanto accaduto è semplicemente il risultato di come funziona lo sport in Italia: si passa velocemente dall’esaltare le vittorie a non comprendere i momenti di difficoltà, e a non appoggiare chi ha tirato su una città che era stata completamente devastata da una politica locale senza visione del futuro e da imprenditori sportivi che non avevano fatto nulla, se non vivacchiare.

In un anno ho vinto due campionati, due trofei. Ho fatto il record di punti in Serie D: 94 punti, l’unica ragione per cui una squadra fortissima come il Siracusa è arrivata seconda – saluto Alessandro (Ricci, il presidente degli aretusei, ndr), che è un amico e a cui voglio bene, un imprenditore sano e serio che sta cercando di fare grandi cose lì da voi; altrimenti il Siracusa avrebbe vinto il campionato se non ci fossimo stati noi. Se considerate anche il basket, dopo 37 anni ho portato il basket in Serie A. Ma forse la cosa più importante è che ho investito quasi 7 milioni di euro di soldi miei, senza finanziamenti, per ristrutturare i due impianti della città – oggi le istituzioni locali vogliono portarmeli via con scuse puerili e banali.

Il problema di Trapani, ma in generale della Sicilia, è che l’imprenditoria sportiva non è quasi mai accompagnata da una politica locale che comprenda l’importanza dello sport: non solo per i valori che esprime, ma come volano economico per l’intera economia locale. La cecità di chi gestisce le istituzioni ha portato a questa situazione. Quando in un contesto professionistico arriva un presidente che vuole vincere in una squadra del Sud, così all’improvviso – specialmente nel basket – si creano molte inimicizie. Quelle inimicizie hanno creato le storture della giustizia sportiva del basket che abbiamo visto, portando nell’arco di 40 giorni a escludere la squadra più forte del campionato dalla Serie A.

Per il basket abbiamo segnalato con denuncia penale alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza la gravità degli atti compiuti dall’Agenzia delle Entrate di Trapani e dalla Procura federale. Atti che, avvalorati da pareri legali importantissimi, porteranno certamente a un ribaltamento della situazione attuale nell’arco di qualche settimana, massimo qualche mese.

Per il calcio paghiamo ancora le conseguenze del basket: ci hanno dato 12 punti di penalizzazione per la storia dei crediti sportivi. È una vicenda che andrà nei tribunali civili e penali. Abbiamo fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea perché, quando mi sono accorto a fine ottobre-inizio novembre che non stavo pagando IRPEF e INPS (risultavano regolari nel cassetto fiscale), ma stavo pagando IVA, è scoppiato il pandemonio. L’anno scorso, oltre al Trapani, era coinvolto il Brescia in Serie B: evidentemente non conveniva far uscire la situazione prima della fine del campionato. Io ho ricevuto la notifica dei crediti inesistenti due mesi dopo averli utilizzati e aver avuto le compensazioni regolari dagli F24 – il lunedì dopo la fine del campionato di Serie B. È evidente che dietro c’è qualcosa di molto più grande, in cui siamo finiti involontariamente, con un susseguirsi di situazioni penalmente rilevanti che porteranno all’incriminazione di persone coinvolte.

Giovedì prossimo c’è l’udienza al Tribunale Federale Nazionale. Ho letto le carte e le memorie difensive del nostro avvocato straordinario, Paolo Rodella: non ci sono normative che portino all’esclusione del Trapani Calcio nella maniera più assoluta. Oggi (ieri, ndr) sono uscite le motivazioni della sentenza dei sette punti che avvalorano questa tesi. Sono molto convinto che non ci siano elementi per l’esclusione; probabilmente, nelle more di come ci hanno trattato, un paio di punti di penalizzazione me li aspetto, ma non di più. Se fosse così, vincendo nelle sedi civili avremo l’opportunità di riavere i punti tolti e potremo fare i playoff, come ho chiesto a tutta la squadra di rimanere concentrati.

In chat leggo tanti messaggi dei tifosi del Trapani, non sempre meravigliosi, e li capisco: ho speso troppi soldi per una città che non se li merita. Questa cosa accomuna tanti presidenti, non solo me. Mi fanno schifo gli insulti alla mia famiglia, le scritte fuori dalla scuola di mio figlio, le offese a mia moglie. Lo sport è un’altra cosa: finché resti nella critica costruttiva per l’interesse comune della società, va bene; quando travalichi, non sei più un tifoso, sei un becero che usa lo sport per sfogare limiti personali.

Ieri (domenica, ndr) durante la partita ci sono stati lacrimogeni sul campo, incendi intorno alla porta: spero che la Digos li abbia segnalati tutti e dia Daspo a non finire. Questa gente non deve entrare negli stadi.

Sul mercato: ho detto a tutti i giocatori che non faccio prigionieri. Lo sport si gioca al massimo quando credi in quello che fai. Chi è sceso in campo ieri mi ha detto di voler giocare e vincere: questo è essere professionisti. Non tutti lo possono fare. Capisco il momento emotivo difficile per alcuni, quindi se portano offerte e vogliono andare via, è giusto che vadano. Tenere un giocatore che non vuole rimanere è la cosa più sbagliata.

Il mio futuro a Trapani è semplice: voglio arrivare a fine anno, riavere il titolo di Serie A del basket e vendere tutto – non perché non ho interesse nello sport, anzi conto di ripartire in una nuova città con nuovi stimoli. Avevo un grande progetto a Trapani che non mi è stato consentito: pubblicheremo l’accordo con il fondo GEM per 170 milioni di euro per realizzare la cittadella dello sport. Evidentemente ha creato problemi al sindaco, che probabilmente aveva fatto promesse elettorali a qualche imprenditore locale. Quella cubatura dava fastidio, ci hanno ostacolato in tutte le maniere, dimenticando che avrei dato 400 posti di lavoro in città.

Oggi sembriamo in grandissima difficoltà, ma vi assicuro che le sentenze dalla giustizia civile, penale e dalla commissione tributaria ribalteranno la situazione come un calzino. Lotterò fino alla fine per salvare i titoli dopo tutto quello che ho investito.Grazie ancora per l’invito. Siracusa è una delle città più belle del mondo, vengo ogni anno con la mia famiglia e quando mi avete chiesto di intervenire l’ho fatto volentieri".