Potenza, Tisci si gode la vittoria sul Catania: «È bello vedere sognare la città, ma dobbiamo continuare a costruire»
Redazione
Il Potenza batte il Catania, consolida il proprio primato e alimenta l'entusiasmo di una piazza che sta tornando a vivere il calcio con una passione travolgente. Ma se il risultato del big match del Viviani racconta la forza di una squadra capace di imporsi anche contro avversari costruiti per ambire ai vertici, le parole di Ivan Tisci, nel post partita, restituiscono soprattutto l'immagine di un gruppo consapevole dei propri mezzi, unito e ancora affamato.
Il tecnico rossoblù si gode una vittoria che vale molto più dei tre punti, senza però lasciarsi trascinare dall'euforia. Il primo pensiero è per il pubblico, per lo stadio pieno e per quella coreografia preparata già dalle prime ore della giornata. Segnali di un legame che si rafforza settimana dopo settimana.
«È bello vedere come stia sognando un po' la città e questa gente», ammette Tisci, che non nasconde l'emozione per l'energia cresciuta attorno alla squadra. Un entusiasmo che, secondo l'allenatore, nasce non soltanto dai risultati, ma anche dal modo in cui il Potenza sta riuscendo a conquistarli. La squadra diverte, lotta, attacca e, quando serve, sa anche soffrire.
Una vittoria meritata, anche nella sofferenza
Contro il Catania, il Potenza ha mostrato un'altra delle qualità che stanno caratterizzando questo avvio di stagione: la capacità di interpretare le diverse fasi della partita. I rossoblù hanno cercato di imporre il proprio gioco, difendendo con attenzione contro una formazione dotata di individualità importanti e accettando la pressione avversaria nel finale.
La rete subita e gli ultimi minuti di apprensione non cancellano, nella lettura di Tisci, quanto costruito durante la gara. «Credo che i miei ragazzi non abbiano rubato nulla in questa partita», sottolinea il tecnico, ricordando anche le occasioni per allungare ulteriormente il vantaggio.
La sofferenza finale viene ricondotta soprattutto all'inerzia della partita e all'assalto del Catania, disposto a rischiare tutto per riaprire il confronto. Il Potenza, però, ha saputo resistere, dimostrando di poter vincere anche quando lo spettacolo lascia spazio alla battaglia.
Non è un dettaglio secondario. Dopo aver conquistato risultati attraverso il gioco e una produzione offensiva impressionante, i lucani dimostrano di saper stringere i denti quando necessario. Una maturità che può rivelarsi decisiva nel lungo percorso della Serie C.
Il centrocampo come cuore della squadra
Tra le chiavi del successo c'è il lavoro della mediana, reparto nel quale Tisci ha trovato soluzioni, qualità e caratteristiche complementari. Bando, Castorani e Ghisolfi, insieme a Manfredonia, Franzolini e De Marco, rappresentano un patrimonio tecnico e tattico che permette all'allenatore di modificare interpreti e assetti senza perdere equilibrio.
«Per me il cuore di una squadra è il centrocampo», spiega Tisci, evidenziando la varietà delle caratteristiche a disposizione: dalla fisicità alla qualità nel palleggio, dall'intraprendenza alla capacità di giocare in campo aperto.
Il merito, però, non è soltanto dei titolari. Il tecnico insiste sul valore di un gruppo nel quale tutti si sentono coinvolti e nel quale le scelte dipendono dalle esigenze della partita e dal lavoro settimanale. Nessuna promozione definitiva, nessuna bocciatura: soltanto la ricerca dell'uomo più adatto al momento.
È questa concorrenza interna, alimentata da allenamenti intensi e da una partecipazione collettiva, a rendere il Potenza una squadra difficile da leggere e da affrontare.
Numeri da grande attacco, ma niente paragoni fuori misura
Ventisei reti realizzate e un rendimento offensivo che ha portato il Potenza tra le squadre più prolifiche del calcio professionistico italiano. Numeri che fanno rumore e che hanno acceso il confronto persino con i grandi attacchi europei.
Tisci accoglie il dato con soddisfazione, ma mantiene il giusto senso delle proporzioni. Il riferimento al Barcellona, davanti ai rossoblù soltanto nella graduatoria richiamata in conferenza, è motivo di orgoglio, senza dimenticare le differenze tra competizioni, rose e livelli tecnici.
Il punto, per l'allenatore, è soprattutto un altro: il Potenza crea tanto e riesce a concretizzare con continuità, coinvolgendo diversi interpreti nella fase offensiva. Una ricchezza che rende la squadra imprevedibile e che contribuisce allo spettacolo.
«È un motivo di grande soddisfazione», riconosce Tisci, che individua proprio nel divertimento offerto al pubblico uno degli aspetti più gratificanti del lavoro svolto. Anche se, ammette sorridendo, per lui il divertimento è relativo quando la squadra soffre negli ultimi minuti.
Il rigore e il valore di uno spogliatoio unito
Tra gli episodi più significativi della serata c'è anche il gesto di D'Auria in occasione del calcio di rigore, quando ha lasciato spazio a Castorani. Un momento che ha raccontato molto del clima all'interno dello spogliatoio.
Tisci conosceva già la decisione dei giocatori e ha voluto sottolineare il significato di quel gesto, fatto di rispetto, fiducia e disponibilità a mettere il gruppo davanti alle ambizioni personali. Anche l'abbraccio con D'Auria ha assunto un valore particolare: il tecnico lo ha ringraziato per il comportamento, invitandolo scherzosamente a non rinunciare in futuro alla possibilità di calciare dal dischetto.
Sono dettagli che, in una stagione lunga e piena di ostacoli, possono fare la differenza. Perché una squadra competitiva non si costruisce soltanto attraverso gli schemi, ma anche con la capacità di condividere responsabilità, accettare le scelte e sostenersi nei momenti delicati.
Sognare sì, ma senza smettere di costruire
Il primato, l'entusiasmo della città e i risultati stanno alimentando aspettative sempre più alte. Tisci, però, sa bene che il rischio più grande, in questa fase, sarebbe quello di cominciare a difendere quanto conquistato anziché continuare a cercare nuovi progressi.
«Noi dobbiamo continuare a costruire», è il messaggio lanciato alla squadra. Il tecnico ha chiesto ai suoi di non scendere in campo con il pensiero di dover proteggere il primo posto, ma di mantenere l'atteggiamento che li ha portati fin qui.
Il campionato è ancora lungo e ogni partita presenta difficoltà differenti. Il Potenza dovrà saper interpretare contesti diversi, conservando la spensieratezza necessaria per esprimere il proprio calcio senza perdere la consapevolezza del percorso intrapreso.
Tisci, intanto, non nasconde di vivere un'emozione che forse non si aspettava con questa intensità. La società che lo sostiene, il gruppo che lo segue dal primo giorno e una piazza sempre più coinvolta hanno contribuito a creare un'alchimia speciale.
«Mi emoziona vedere tutto questo», confessa, orgoglioso soprattutto della felicità dei suoi giocatori e del modo in cui stanno insieme.
Il messaggio che arriva dal Viviani è chiaro: il Potenza può e deve godersi il momento, perché i risultati sono frutto del lavoro e non della casualità. Ma la festa non deve trasformarsi in appagamento.
La città sogna, la squadra corre e Tisci prova a tenere tutti con i piedi per terra. Non per spegnere l'entusiasmo, bensì per alimentarlo con la benzina più affidabile: il lavoro quotidiano. Perché la stagione rossoblu sta regalando emozioni importanti, ma la vera sfida è trasformare questo straordinario avvio in un percorso capace di durare.


