Ranieri racconta il progetto Gasperini: un’Atalanta-bis, vincente. Ma Roma non è Bergamo
Lottare per la Champions League, senza l’obbligo. Ma con la possibilità di vincere, magari anche lo scudetto: un obiettivo che la Roma ha centrato solo tre volte nella sua storia. Nell’intervista rilasciata a Sky questo pomeriggio, Claudio Ranieri ha raccontato il progetto che c’è dietro la chiamata di Gian Piero Gasperini alla guida dei giallorossi. E la matrice è decisamente chiara, oltre che piuttosto ovvia.
Un’Atalanta-bis, ma vincente. Ranieri, in buona sostanza, ha spiegato che a Gasperini si chiede di replicare il meccanismo perfetto che ha costruito a Bergamo: una squadra che diverta, che valorizzi i giocatori, che parta da un nucleo forte (15-16 elementi) ai quali aggiungere altri giovani da lanciare. Che raggiunga stabilmente le posizioni nobili di classifica, o quantomeno sia in lotta per farlo. Ma che sia anche un upgrade dei nove anni vissuti dal tecnico di Grugliasco alla Dea. In altri termini, che sia una squadra vincente. Non può essere casuale il riferimento allo scudetto, fatto en passant da chi sa cosa una parola del genere può significare a Roma, grandissima piazza ma società che, appunto, a mettersi il tricolore sul petto non è sempre stata abituata. È la direzione, per la cronaca, che fa felice anche Gasperini: pur consapevole dei limiti e delle necessità dell’Atalanta, ai Percassi aveva chiesto proprio questo. Di alzare l’asticella, anche senza snaturarsi. Non è successo, ed è andato dove gli mettevano sul piatto il progetto che aspettava.
Ma Roma non è Bergamo. Tutto bello, giusto, condivisibile. Con una postilla, legata all’ambiente, alle ambizioni, alle difficoltà. Quando Gasperini è arrivato all’Atalanta ha trovato una piccola, che ha lasciato da grande. Ha potuto sperimentare, buttare dentro ragazzini, anche prendere qualche scoppola (poche, in realtà) da una città che gli ha dato il tempo. Merce molto rara, nella Capitale. Il progetto è partito bene, la squadra entusiasma, ma i propositi di Ranieri, dei Friedkin, di Gasperini hanno bisogno di una condizione che nessuno di loro può creare: serenità, anche nelle difficoltà. Per ora non ce ne sono state, ma l’unica prova del nove sulla tenuta si avrà se mai ne arriveranno. È a Roma, più che all’allenatore di Grugliasco, che Sir Claudio chiede di fare un passo in avanti.
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