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Spalletti: "Do 110 e lode alla Juve sotto l'aspetto della volontà. Sul 3-1 il segnale più bello"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:38Serie A
di Giacomo Iacobellis

Spalletti: "Do 110 e lode alla Juve sotto l'aspetto della volontà. Sul 3-1 il segnale più bello"

Mister Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo il pareggio di ieri sera contro la Roma. Queste le sue dichiarazioni, a partire dalle sensazioni dello spogliatoio bianconero: "Lo stato d'animo è di quelli giusti perché poi i ragazzi hanno agguantato, secondo me, un pareggio meritato. Secondo me a metà del primo tempo lo stato d'animo era migliore perché c'erano capitate due o tre occasioni da sfruttare e non le abbiamo sfruttate. Per cui diventa tutto vero, diventa tutto reale, diventa tutto in base a quello che ti sei preparato mentalmente, fisicamente. Ti porti dietro naturalmente delle fatiche fatte due giorni fa e dove si vede che ti hanno lasciato qualche cosa, perché sotto l'aspetto della volontà 110 e lode. Sotto l'aspetto della qualità qualcosa abbiamo lasciato dentro la gara". Sui troppi gol subiti: "Sono troppi. Però la Roma, sotto l’aspetto della pressione e del ritmo di squadra, è pesante da affrontare. Ti martella di continuo: porta palla a destra e a sinistra, crea sempre catene di tre o quattro uomini su un lato o sull’altro, e Mancini arriva spesso dentro l’area. Un po’ di fatica te la fa fare. Noi abbiamo preso due gol che si potevano evitare, sia quello su calcio d’angolo sia il terzo: sono entrambi evitabilissimi, se non arrivi in ritardo o se non lotti come si dovrebbe nel momento in cui c’è bisogno di eseguire un comportamento. Però, sul 3-1, hanno chiamato la palla, dicevano: 'buttala che si può rigiocare'. E questo è il segnale più bello che un allenatore possa ricevere dai suoi ragazzi, soprattutto quando sei sotto di due gol in una partita così pesante dal punto di vista del risultato. Sarebbe stato un risultato pesantissimo". Sulle 16 situazioni sbagliate dalla Juve: "Penso che tu abbia fatto un’analisi giusta. Nel primo tempo abbiamo riconquistato diversi palloni e creato ripartenze corte, cercando di chiudere l’azione il prima possibile. Quando riconquisti nella metà campo avversaria di solito fai così, per non permettere all’altra squadra di ricomporsi difensivamente. Però, nella velocità e nella voglia di chiuderla subito, anche perché la Roma ha giocatori che rientrano facilmente, abbiamo sbagliato passaggi che probabilmente, se non avessimo giocato due giorni fa 120 minuti in inferiorità numerica per gran parte del tempo, avremmo gestito meglio. È chiaro che c’è stata un’involuzione dal punto di vista della qualità. A un certo punto del campionato credevo davvero che la squadra potesse decollare: giocava bene, era convinta, sicura, qualitativa. Poi sono successe due o tre cose che ci hanno penalizzato, non siamo stati fortunati e abbiamo perso entusiasmo e certezze, tornando un po’ indietro. Eppure ero convinto di poter ricreare quell’entusiasmo visto a Napoli, quella creatività e quella capacità di non avere ruoli rigidi ma di mettere tutti nelle condizioni di dare qualità e autoalimentarsi. Invece quelle due o tre partite ci hanno massacrato. Vederli oggi riprendere in mano la partita, dopo il periodo che abbiamo passato, è il segno di avere a che fare con grandissime persone e con calciatori intelligenti".