Dossena: "Cinque anni fa lanciai il sasso, ma finì nel mare. Ci mettano a disposizione i bilanci"
Beppe Dossena ha parlato ai microfoni di TMW a margine della conferenza stampa per il fondo di fine carriera presso l’Hotel Sina Bernini Bristol di Roma: "Cinque anni fa lanciai un sasso, ma quel sasso finì disperso nel mare. Oggi, invece, devo ringraziare Emiliano Viviano, lo studio legale che lo assiste, Marronaro, Thomas e gli oltre 200 calciatori che hanno deciso finalmente di voler capire cosa succeda ai propri soldi e se abbiamo effettivamente percepito tutto ciò che ci spettava. Abbiamo bisogno di una sola cosa: trasparenza. Abbiamo dei dubbi? Sì, molti. Se vogliono aiutarci a scioglierli, ci mettano a disposizione i bilanci. Faccio anche un altro appello anche a chi ha smesso da poco ed è stato un punto di riferimento straordinario: parlo di Chiellini, Buffon, Bonucci, Barzagli, Sara Gama e molti altri, come lo stesso Tommasi, oggi sindaco di Verona. Vorrei capire se sono pronti a stare dalla nostra parte per avere risposte. Non possiamo girarci dall'altra parte, perché abbiamo una responsabilità verso le future generazioni di calciatori. Noi il nostro percorso lo abbiamo fatto, ma vogliamo che ci venga riconosciuto il frutto del nostro lavoro. Abbiamo bisogno che queste figure iconiche ci restino al fianco. Devono dirci cosa ne pensano: è corretto versare contributi in un'associazione che non è più un fondo e della quale non abbiamo più il controllo? Questi ragazzi oggi sono un elemento straordinario di comunicazione; noi abbiamo fatto il primo passo, ma abbiamo bisogno di loro.
Come mai, a cinquant'anni dalla nascita del fondo, il suo sasso era finito nel mare e vede dei progressi arrivati a questo punto?
"Il punto è che io ero salito in macchina ma non potevo accenderla: non avevo le chiavi. Ora le abbiamo. Cari colleghi, prendiamo coscienza della nostra vita e non deleghiamo ad altri il controllo delle nostre azioni e del nostro lavoro. Siate curiosi, chiamate l'Associazione Calciatori e pretendete che vi mettano in condizione di comprendere la situazione. Oggi sono felice perché questo è il primo passo, e ogni giorno dieci o quindici ex calciatori contattano lo studio legale per vederci chiaro. È una questione di soldi, è vero, ma sono soldi che non abbiamo rubato: li abbiamo versati con i nostri sacrifici. È normale dover ricorrere a un'azione giudiziaria o a un giudice per poter visionare dei bilanci? C’è opacità, e finché non ci daranno i documenti, il dubbio resterà. Per questo chiamo a raccolta i campioni di fama internazionale: dateci una mano. Se non iniziamo con questi piccoli passi, non arriveremo mai a dama".
Spostandoci sul campo, tra un mese la Nazionale si gioca l'accesso al Mondiale. Quanto è importante l'appuntamento di marzo per il nostro movimento?
"L'appuntamento di marzo con i playoff è fondamentale. Non possiamo permetterci di saltare la terza edizione consecutiva, sarebbe deleterio per tutto il movimento. Abbiamo enormi problemi strutturali, lo sappiamo, ma in questo momento contano relativamente: la qualificazione è un obbligo a cui non voglio neanche smettere di pensare".
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