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Calcagno: "Italiane all'estero? Non è fuga, ma scelta. Più soddisfazione che dispiacere"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:25Calcio femminile
di Tommaso Maschio

Calcagno: "Italiane all'estero? Non è fuga, ma scelta. Più soddisfazione che dispiacere"

Il presidente dell’AIC Umberto Calcagno ha parlato a Tuttosport in vista dell’evento ‘Women4Football’ che si terrà a Firenze lunedì 16 e riunirà il meglio del calcio femminile italiano con l’elezione della top11 della Serie A 2024/25 oltre alla miglior giocatrice assoluta, la capocannoniera, il miglior gol e la miglior giocatrice della Serie B. Calcagno parte facendo un punto della situazione dopo l’approdo al professionismo del calcio femminile: “Gli ottimi risultati a cui il professionismo ci ha portato oggi erano inimmaginabili solo 7/8 anni fa quando nessuno probabilmente avrebbe scommesso su questo percorso. Gli aspetti su cui lavorare sono ancora tanti e non possiamo immaginare che il mondo femminile riesca in breve tempo a trovare una sostenibilità che, pur con introiti differenti, non ha trovato neanche il settore maschile. - prosegue Calcagno - Il professionismo ha svoltato il segmento apicale del movimento, ora serve l'allargamento della base: è vero che abbiamo già più che raddoppiato le tesserate, ma 40.000 in un Paese che vive di calcio sono poche, anche rispetto ad altri Paesi europei”. Il numero uno dell’AIC si sofferma poi anche sui finanziamenti al movimento e sul problema legato all’impiantistica. Per quanto concerne il primo sottolinea di essere al lavoro con il ministro dello Sport Abodi per dare continuità al fondo per il professionismo anche nel 2027, magari con un aumento dei fondi, attualmente fissati a 4 milioni, sul modello della Spagna che con un provvedimento analogo ne ha stanziati 30. Per quanto riguarda il secondo problema, Calcagno spiega come sia una questione comune, che colpisce anche la Serie C maschile sottolineando come serva un vero e proprio progetto nazionale per poter dotare ogni regione di almeno uno o due impianti intermedi oltre che lavorare ai grandi investimenti per l’Europeo 2032. Infine Calcagno si sofferma sulle diverse calciatrici italiane che lasciano il nostro paese per campionati esteri più evoluti: “Per me prevale la soddisfazione di vedere le nostre calciatrici così apprezzate e penso che le loro esperienze possano arricchire la nostra Nazionale e, in generale, il movimento. Se ci pensiamo, qualche anno fa andavano all'estero alla ricerca di un contesto più professionale e gratificante per il loro desiderio di fare questo mestiere. Adesso, invece, sono maturate in un contesto professionistico e quindi sono un valore aggiunto per i rispettivi nuovi club: non si tratta più di una “fuga”, ma di una scelta che vedo più per i suoi aspetti positivi. Fermo restando, chiaramente, il dispiacere di poter vedere e apprezzare meno tante delle nostre migliori atlete”.