Como, Fabregas: "Chelsea? Sarebbe stupido pensarci ora. Genoa squadra da top ten"
“Penso che sia una squadra da top ten sinceramente, per la qualità di giocatori che hanno”. Cesc Fabregas, tecnico del Como, presenta così la sfida ai liguri: “Penso che Daniele stia facendo un grandissimo lavoro, è l'allenatore giusto per come gioca lui. È una squadra molto completa, con attaccanti che l'80% degli allenatori di Serie A vorrebbe. Mi piace molto questa squadra e anche di l’ambiente: sono 30.000 persone uno stadio che mi ricorda moltissimo la Premier League. Sono partite che per un giocatore sono bellissime da giocare, sarà una una partita bellissima. Loro adesso sono in un momento che mi ricorda molto noi l'anno scorso: testa libera, sono già salvi e stanno giocando bene. Quando una squadra si ritrova così è ancora più pericolosa, giocano un calcio molto bello con un’idea giusta”.
Come ripartire dopo il ko in Coppa Italia?
“Siamo ripartiti bene, la squadra l'ha trovata bene: è un gruppo coraggioso, che vuole fare sempre di più e questo è parte della crescita individuale e collettiva dei giocatori. Ci saranno molte volte che succederà questo, altre che andrà meglio, e noi dobbiamo essere preparati mentalmente per uscire bene in tutti i modi, sia quando va bene sia quando non va tanto bene”
Come stanno Vojvoda e Sergi Roberto?
“È stato un peccato l'altro giorno, perché eravamo molto corti in panchina. Ci hanno fatto male gli ultimi 15 minuti di Sassuolo, Vojvoda sta migliorando e speriamo ci sarà per il Napoli. Sergi Roberto si è fatto un po' di male al polpaccio nel primo tempo con l'Inter, speriamo che possa ritornare anche lui per il Napoli. Diao non poteva giocare più di 20 minuti contro l'Inter per un affaticamento muscolare, però oggi sta bene. Addai è fuori ovviamente, Ramon ha giocato così così, però piano piano sta migliorando”.
Ti aspettavi un rendimento così da Morata in stagione?
“Dipende da cosa intendiamo. Io sono un allenatore che penso che quando parlo anche con voi parlo di partita in partita, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Faccio lo stesso con i ragazzi: non mi aspetto niente, perché non guardo che succede tra due, tre, cinque giorni, dieci partite. E sono contento che il mio messaggio è stato sempre così, perché ci sono sempre momenti della stagione in cui arriva un po’ di critica o di negatività. Con lui vale lo stesso discorso fatto per altri: chi sta meglio gioca, o almeno chi sento io che sta meglio ed è più preparato per giocare una partita gioca. Niente di più, poi c’è concorrenza per quanto possibile: non abbiamo avuto sempre due giocatori per posizione, penso alla difesa visto che abbiamo fatto tutta la stagione cont re centrali e due centrocampisti. Dobbiamo anche dare valore a tutte queste cose, io sono contento dello spirito della squadra: ieri abbiamo fatto una cena di squadra e mi è sembrato che abbiano un’idea molto chiara di dove arrivare”.
Quella con l'Inter è stata la prima batosta vera da allenatore. Come l’ha gestita?
“Io mi lascio andare per l'emozione da come va la partita. È la sera dove ho dormito meglio, devo dire la verità. Magari mi criticheranno, però abbiamo giocato come sentivo: la prestazione è stata sotto gli occhi di tutti, la gente che vuole capire le cose e che capisce di calcio lo sa. Io dopo il Sassuolo non ho dormito bene, però abbiamo dimostrato che possiamo mettere in difficoltà l'Inter fino all'ultimo minuto in doppia partita, che è la cosa più importante. Puoi giocare bene una partita con il Barcellona o con il Real Madrid e quella dopo di fanno 5-0, noi abbiamo giocato la doppia partita lottando fino all'ultimo minuto per fare il 3-3. I ragazzi mi hanno dato un'altra volta tutto”.
Che partita si aspetta domani?
“Aggressivo, perché in casa ti vengono ad attaccare. Hanno una squadra da top ten, ripeto. Penso a Masini, Baldanzi… Tanti giocatori di qualità e attaccanti fortissimi. Secondo me sono un’ottima squadra”.
Suwarso non si opporrebbe a un tuo passaggio al Chelsea. È una situazione ambigua?
“Non devo dire niente, perché non ho sentito niente del presidente: voi dite così, io non so nulla al riguardo. Sarebbe stupido adesso pensare a cose che non sono importanti, perché questo non è importante per me: la cosa più importante è il Genoa, la prossima partita e noi vogliamo fare tutto per vincere. Penso che continuerà a essere allenatore del Como: la mia esperienza come giocatore mi fa stare tranquillo”.
La possibilità di giocare i supplementari a San Siro ha condizionato le sue valutazioni?
“Volevamo vincere nei novanta minuti. Penso che abbiamo fatto un cambio giusto con Diao, perché poteva essere un problema per loro. Quando l’Inter ti mette lì è complicata, però abbia avuto le nostre occasioni in uno stadio da 75.000 persone e in una partita dispendiosa anche a livello emotivo”.
De Rossi può essere l’allenatore giusto per il Como, in caso di suo addio?
“Non voglio dire di sì, sennò il titolo tra un minuto è che voglio De Rossi al Como. Però devo essere sincero: Daniele mi piace molto, mi piace la sua idea, come fa giocare la squadra. Io guardo le partite del Genova e c’è molto lavoro fatto bene, come anche a Roma dove magari non ha avuto il temp giusto per poter fare quello che aveva in testa. Io lo ammiro tantissimo come lo ammiravo da giocatore. Mi è sempre sembrato un giocatore intelligentissimo, pazzesco, in campo e di personalità. Anche come allenatore, già quando ero alla SPAL e io giocavo al Como vedevo delle idee, poi dipende anche dalla qualità dei giocatori. Daniele per me sarà un allenatore che farà una grandissima carriera, non solo in Italia”.
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