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Malagò da Roma, con Mancini e Gravina: "Serie A motore, ma la FIGC fa la differenza"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 19:28Serie A
di Dimitri Conti
fonte dall'evento, Lorenzo Beccarisi

Malagò da Roma, con Mancini e Gravina: "Serie A motore, ma la FIGC fa la differenza"

Giovanni Malagò e Gabriele Gravina sono insieme a Roma, al Circolo dei Canottieri Aniene, dove si tiene la presentazione del nuovo libro di Ivan Zazzaroni. Potenzialmente, i due che si passano il testimone della presidenza FIGC (per quanto sull'eleggibilità del primo siano emersi dei forti dubbi nelle ultime ore). In chiave Nazionale, presente anche Roberto Mancini, che si è salutato anch'esso con Malagò e con Gravina, favorito in caso di vittoria alla corsa dell'ex leader del CONI. Malagò, tra l'altro, ha anche parlato dal palco dell'evento: "Mi ha stupito che Ivan avesse scritto il libro dalla notte della Bosnia e poche settimane dopo lo ha presentato a Milano. In realtà ha iniziato a scriverlo a dicembre, ma qui ci sono delle riflessioni da fare. Tutto parte, compreso il calcio, dal sistema sportivo italiano rispetto ad altri paesi. Gabriele sa perfettamente di cosa parlo, in molti hanno preso a riferimento la Norvegia che stravince da anni i medaglieri delle Olimpiadi invernali. Loro hanno una filosofia secondo cui fino a una certa età anche piuttosto alta non vengono messi in competizione i ragazzi. Qui invece fino dalla categoria dei pulcini, o ancor prima dei piccoli amici, c’è competizione. Nei paesi anglosassoni lo sport di gran lunga più popolare e praticato è il calcio femminile, tutto questo parte dal sistema scolastico. Noi invece abbiamo come unica soluzione gli oratori che funzionavano negli anni Cinquanta e Sessanta". Prosegue ancora Malagò: "Ci si appoggia tutto sulle associazioni sportive dilettantistiche, dalle società calcistiche ai circoli. Qualsiasi società non ha scopo di lucro, questo è uno dei pochi paesi che non dà benefici di sgravo fiscale agli sponsor e le società vanno avanti grazie agli sponsor. Queste società, senza aprire polemiche, hanno costi completamente diversi rispetto a chi 70 anni fa gestiva la Romulea piuttosto che l’Atletico Vescovio. Il sistema non supporta e c’è un’incidenza bassissima di impianti di proprietà, perché questi impianti sono quasi sempre di proprietà dei Comuni che hanno dovuto alzare i costi di anno in anno. Le società hanno come unica fonte di guadagno i ragazzi, che spendono troppi soldi per giocare. Ma se vanno a giocare a tennis o in piscina è ancora peggio, così come per equitazione o sport invernali. Se non hai qualcosa che supporta questo sistema, il sistema va in difficoltà. Noi siamo stati abituati a giocare sul cemento e nei cortili, tutto questo purtroppo è finito. Quello spazio lì ora è sfruttato per altre cose, magari un parkour o un campo di basket 3vs3. Questi temi sono i presupposti di tutto, dalla base il problema arriva fino alla Serie A". Malagò conclude le sue riflessioni così: "Federazione e Lega Serie A sono state in grandi conflitti e molte volte è stato dovuto a singoli soggetti che volevano rendere il più possibile indipendente la Lega. La Lega è il motore economico, ma dal punto di vista Federale è la Federazione a fare la differenza. I presidenti della FIGC negli ultimi 25 anni hanno quasi tutti un curriculum proveniente dal calcio dilettantistico, io ho un curriculum diverso. Questi due mondi devono coesistere, non combattere. Ancora non ho avuto un minuto per vedere il Mondiale, non cancello impegni per vedere le partite. Sono però una persona che si informa su tutto e la cosa spaventosa è che oltre un quarto dei giocatori presenti al Mondiale non sono nati nei paesi dove adesso stanno giocando. Ricordate il concetto di Ius Soli e Ius sportivo? Guardate cosa è successo con pallavolo e atletica, guardate quelli che sono i principali protagonisti italiani".