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Serie A da record: 81 gol in più e meno rigori, tra Malen e il Frosinone. Tutti i miglioramenti

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Yvonne Alessandro
Oggi alle 09:54Serie A
autore Yvonne Alessandro
31.10.2026 09:54Serie A
www.imagephotoagency.it
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L’ultima giornata di Serie A ha offerto uno spettacolo pirotecnico su quasi tutti i campi: 8 gol a Reggio Emilia, 6 all’Olimpico, a San Siro (versante Milan) e a Frosinone, 5 a Monza e 4 al Franchi di Firenze, con l’unica eccezione dello 0-0 di Parma. Rispetto ai 203 gol segnati alla nona giornata della scorsa stagione, il campionato attuale ne conta già 284, con un impressionante incremento di +81 reti. Il dato risulta ancora più significativo se si considera che i calci di rigore sono diminuiti (da 26 con 21 realizzazioni a 18 con 11 gol), rendendo questa cifra la più alta degli ultimi cinque campionati. Tra le cause principali spicca l'impatto dei nuovi centravanti: i due attuali capocannonieri a quota 8 reti, Raimondo e Varela (l'anno scorso rispettivamente in Serie B al Frosinone e in Portogallo al Gil Vicente), hanno preso la scena al posto dei profili della passata stagione, guidata a questo punto da un'ala (Orsolini) e un centrocampista (Calhanoglu).

Anali al microscopio di questo boom

A spingere l'esplosione di gol contribuiscono in maniera determinante i nuovi innesti e la sfrontatezza delle neopromosse. Malen, arrivato in Italia lo scorso gennaio, ha già messo a segno 7 reti, accompagnato dai 4 gol di Cissé e Calò e dai 3 di Mastantuono, Moreira, Mbangula, Osmajic e Kvernadze. Se l'anno scorso Pisa, Cremonese e Sassuolo avevano collezionato in tutto 25 gol, oggi Frosinone, Monza e Venezia sono già a quota 44, trascinate soprattutto dalla squadra di Alvini con ben 22 centri. Un apporto sostanziale arriva anche dagli scompensi difensivi, con terzini e centrali sempre più proiettati all'attacco: la Fiorentina ne è un esempio lampante, avendo subito 21 gol a fronte di 10 fatti (più un'autorete), ben quattro dei quali portano la firma dei suoi difensori Jimenez (due), Joao Mario e Pongracic.

Casi speciali

Sul piano delle singole squadre, la Roma registra la crescita più alta con 13 reti in più rispetto a dodici mesi fa, seguita dalla Lazio con +11 gol e un Noslin già a quota 4. Alla radice di questo incremento generale ci sono infine le nuove regole dirette ad azzerare i tempi morti: l'aumento di ritmo e intensità toglie fiato e lucidità soprattutto ai reparti difensivi a tutto vantaggio delle fasi offensive finali. Non è un caso che in Roma-Cagliari tre dei 6 gol siano arrivati dall'81' all'87', che il Como abbia rimontato a Torino tra l'87' e il 92' e che a Frosinone tre delle sei reti complessive siano state realizzate tra il 72' e il 94'.

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