Conferenza stampa - Pisilli: "Mercato? Sono focalizzato sulla Roma. Aver giocato meno non è stato tempo perso"
Ecco le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Niccolò Pisilli alla vigilia della sfida di Europa League contro lo Stoccarda, in programma domani alle 21:00 allo Stadio Olimpico.
Il capitolo mercato è chiuso? Come hai convinto Gasperini a darti spazio?
"Il mercato chiude il 2 febbraio, mi sembra, ma io sono totalmente focalizzato sulla Roma, sulla partita di domani e su tutte quelle che verranno da qui alla fine del mercato e della stagione. Per quanto riguarda lo spazio, è vero che in questo periodo ho giocato un po’ di più. Ho cercato di farmi trovare pronto, allenandomi sempre al meglio anche nei momenti in cui magari ho giocato meno. Non è stato tempo perso né un periodo buttato, perché anche quando non vai in campo la domenica hai comunque tutta la settimana per lavorare, migliorare e cercare di convincere l’allenatore di essere pronto. In queste partite spero di aver dato delle buone risposte: io ho cercato di dare sempre il massimo ed è quello che continuerò a fare".
Oggi ti senti un calciatore migliore rispetto a quello di inizio stagione?
"Sì, sicuramente penso di essere migliorato in questi mesi e soprattutto di aver capito meglio le richieste del mister. Quando arriva un allenatore nuovo devi adattarti alle sue idee rispetto a quelle del tecnico precedente, e credo che questo periodo sia stato fondamentale per comprendere che tipo di giocatore devo diventare per giocarmi al meglio le mie chance".
Giochi domani? Quanto è difficile togliere il posto allo zoccolo duro?
"Innanzitutto la formazione non la so e non spetta a me deciderla. Per quanto riguarda l’altra domanda, è vero: il centrocampo della Roma è un reparto, secondo me, molto forte. Ho dei compagni di reparto davvero di grande livello e questo rappresenta anche una grande opportunità per me, perché posso imparare e migliorarmi osservando e lavorando con loro. È chiaro che qualsiasi giocatore vorrebbe giocare il maggior numero di partite possibile e io cerco di dare sempre il massimo in allenamento per mettere in difficoltà il mister quando, la domenica, deve fare le sue scelte. Allo stesso tempo penso che avere tanti centrocampisti forti sia un valore aggiunto per la società, per l’allenatore e per tutta la squadra".
C'è un aspetto in particolare sul quale ti senti migliorato?
"Mi sento migliorato sotto tanti aspetti: dal punto di vista fisico, nella fase difensiva e anche a livello tattico. È chiaro che più allenatori hai, più conoscenze accumuli e più riesci ad assorbirle, diventando un giocatore migliore. Io cerco di recepire al meglio le richieste del mister, di capire con precisione cosa chiede e di riproporlo poi in campo, sia in allenamento sia ogni volta che scendo in partita".
Se potessi rubare una caratteristica a Cristante, Koné ed El Aynaoui, quale prenderesti?
"Sono tre giocatori diversi tra loro. Penso che Manu si contraddistingua soprattutto per la forza fisica, che è probabilmente il suo punto di maggiore forza. Bryan, invece, è un giocatore intelligentissimo: gioca alla Roma da tantissimi anni e, ancora prima, ha giocato all’Atalanta. Ha fatto una carriera bellissima e ogni stagione si è sempre riconfermato, dimostrando quanto sia un calciatore davvero molto intelligente. El Aynaoui, dal canto suo, è un grandissimo giocatore, capace di fare entrambe le fasi con un’intensità pazzesca. Sono quindi tre giocatori davvero molto forti, ciascuno con caratteristiche diverse ma tutti di altissimo livello".






