La profezia autoavverante di Roma-Milan
L’andamento di questo Roma-Milan, in cui, per l’ennesima volta in questo campionato, i rossoneri raccolgono più del seminato e i giallorossi stanno a leccarsi le ferite per le occasioni sprecate, rischiava di stare tutto nelle parole di Bryan Cristante nell’intervista rilasciata dopo l’intervallo: “Sappiamo che a loro basta mezza palla per fare gol, dobbiamo restare concentrati al massimo fino alla fine”. Una presunta consapevolezza derivante dall’aver visto le ultime gare della squadra di Allegri, una profezia autoavverante che, razionalmente, o ha scarso senso logico (perché a una squadra dovrebbe bastare “mezza palla” e all’altra no?) o denota un’ammissione di un’incredibile capacità finalizzativa dei propri avversari, neanche fosse una resa anticipata rispetto a ciò che deve ancora accadere.
La realtà è che, spesso, convincersi di qualcosa non farà sì che quel qualcosa certamente accada, ma di certo riduce le resistenze rispetto all’evento avverso: viste dichiarazioni così nette, è impossibile non pensare che, col passare dei minuti e col risultato ancora fermo sullo 0-0 dopo diverse occasioni sprecate, nelle teste dei giocatori sia nato un po’ di nervosismo, uscito fuori, per esempio, in occasione di un angolo assegnato al Milan che in realtà c’era, dopo una parata di Svilar su un diagonale. Il calo fisico della Roma dopo un primo tempo giocato a grandi ritmi - e questo è e rimane un merito e qualcosa da cui ripartire, limitatamente a quello che accadeva prima delle varie conclusioni in porta - stava facendo il resto, non fosse che il Milan, come spesso è accaduto, ha voluto giocare tanto, probabilmente troppo su quanto caduto dal cielo, e che i giallorossi hanno comunque provato con ciò che era rimasto a prendersi almeno un punto, in ogni caso poco rispetto a quanto prodotto.
Il risultato di tutto questo è il primo pareggio di questa stagione, diventato sempre più vitale al passare del tempo e dopo uno Juventus-Napoli che ha ulteriormente ricompattato la classifica in zona Champions League, tirando dentro questa lotta anche i Campioni d’Italia. Una vittoria avrebbe significato guidare questo trio ed essere secondi nel quartetto proprio con il Milan, e se questa non è arrivata non è certo per stregonerie varie, ma per imprecisione e una scarsa gestione di alcuni minuti della partita. Tenerlo bene in mente è il modo migliore per non rischiare di abbandonarsi a cattivi pensieri e concentrarsi su una corsa in cui, nonostante un solo punto - questo - nelle cinque gare con le quattro big, si è assolutamente in gioco.






