D'Amico forse operativo da luglio e la banda degli incedibili
Nuovo appuntamento con i podcast di VoceGialloRossa.it: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, approfondiremo con le voci dei nostri redattori uno dei temi più importanti della giornata.
Aspettando Tony Godot D’Amico. Al contrario del personaggio dell’opera di Samuel Beckett, siamo convinti che il DS ex Atalanta prima o poi arriverà. Potrebbe, però, essere operativo da luglio perché, come recita l’articolo 10 comma 1 delle norme riguardanti i Direttori Sportivi, “il Direttore Sportivo che abbia stipulato un contratto economico con una società sportiva professionistica non può, nella stessa stagione sportiva, stipulare altro contratto o intrattenere un rapporto avente ad oggetto attività che richiedano l’iscrizione all’Elenco, con altra società sportiva professionistica”. Ciò si potrebbe sanare tramite una deroga da parte della Lega di Serie A ma, male che vada, bisognerà aspettare tre settimane perché D’Amico abbia potere di firma e, fino a quel momento, sarebbero altri dirigenti giallorossi a firmare materialmente i contratti. Certo è che la Roma riesce, spesso, a complicarsi la vita e ad arrivare in ritardo nella scelta e nell’ufficializzazione dei dirigenti. Prima o poi, si migliorerà.
LA BANDA DEGLI INCEDIBILI
In questi giorni, per rispettare i paletti del settlement agreement, si parla molto di chi potrebbe partire e dei big che potrebbero essere sacrificati. Una volta, andiamo un pochino controcorrente e scriviamo nero su bianco chi, invece, non dovrebbe essere ceduto per nulla al mondo, a meno di offerte palesemente folli e surreali. Parliamo di tre giocatori, che lo scorso anno hanno spostato gli equilibri in maniera decisiva. Ovviamente, il primo della lista è Svilar, che ha salvato i giallorossi in tantissime occasioni. Le squadre forti, vecchia massima di strada, si costruiscono con un gran portiere e un grande centravanti e qui passiamo a Malen. L’uragano olandese ha capovolto la Roma, trascinandola alla Champions. Senza di lui, al massimo si sarebbe arrivati in Europa League. Terzo, ma non per demerito, è la freccia brasiliana. A destra o a sinistra, per Wesley cambia poco. Quando accende i motori e sprigiona i cavalli, diventa letteralmente inarrestabile. Una forza della natura, uno spettacolo vederlo divorare metri e metri di erba. In tanti, fuori Roma, saranno rimasti ugualmente abbagliati. La Roma se lo tenga stretto, insieme agli altri due, se vuole costruire qualcosa di importante.


