Foggia, con la retrocessione arriva anche il 'reset' dei contratti più onerosi
La retrocessione del Foggia in Serie D, in attesa di eventuali sviluppi legati a un possibile ripescaggio, porta con sé conseguenze profonde non solo sul piano sportivo ma anche su quello economico e contrattuale.
Effetto immediato sui contratti professionistici
La discesa tra i dilettanti comporta infatti l’annullamento dei contratti da professionisti, con circa una ventina di accordi pluriennali che si interrompono automaticamente. Una “pulizia” che incide in modo significativo sul bilancio del club guidato da Casillo e De Vitto. Secondo quanto riportato, l’impatto economico supera 1,5 milioni di euro di uscite già iscritte a bilancio, cancellate in tempi rapidi grazie al meccanismo regolamentare.
Un gruppo quasi interamente svincolato
Il nuovo scenario porta allo svincolo della gran parte della rosa. Tra i giocatori in uscita figurano Longo, Valietti, Giron, Basiol, Pazienza, Garofalo e D’Amico, oltre ad altri elementi legati al club con contratti di medio-lungo periodo. L’unica eccezione possibile, al momento, riguarda Sebastian Petermann, che potrebbe avere ancora una chance di permanenza nel nuovo corso.
Un azzeramento totale del progetto tecnico
Molti dei contratti erano stati costruiti con orizzonti pluriennali, in attesa di una stabilità sportiva che non è arrivata. La retrocessione in Serie D, però, azzera tutto: non solo la categoria, ma anche l’intero impianto contrattuale. Per il Foggia si apre quindi una fase completamente nuova, in cui il club potrà ricostruire la rosa senza vincoli economici legati ai precedenti accordi. Una ripartenza radicale, che da un lato rappresenta una ferita sportiva, ma dall’altro consente una ristrutturazione profonda.






