Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacremoneseempolifiorentinahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliromasalernitanasampdoriasassuolospeziatorinoudinese
Canali altre squadre alessandriaascoliavellinobaribeneventobresciacagliaricasertanacesenafrosinonegenoalatinalivornonocerinapalermoparmaperugiapescarapordenonepotenzaregginaternanaturrisvenezia
Altri canali serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionaliesportsstatistichestazione di sosta
tmw / roma / Serie A
Roma, è il solito Mourinho. E mette la squadra spalle al muroTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 9 novembre 2022, 08:30Serie A
di Dario Marchetti

Roma, è il solito Mourinho. E mette la squadra spalle al muro

Come dopo il Bodo/Glimt e l’Inter. Josè Mourinho usa una comunicazione forte e diretta alla vigilia della sfida con il Sassuolo. «Mi aspettavo di più» dice parlando della squadra dopo questa prima parte di campionato. Nomi dei singoli non ne fa, nonostante salvi Ibanez e il resto della difesa, ma il concetto che esprime è chiaro. «Il problema è che la squadra avrebbe dovuto accettare una sfida diversa rispetto all’anno scorso, dopo aver vinto la finale di Tirana. Serviva una crescita di mentalità, di responsabilità, di ambizione. Se io avessi smesso di allenare dopo il 2010 (l’anno del triplete con l’Inter, nda) avrei potuto essere contento. Invece ho continuato. Bisogna che i giocatori siano più esigenti con loro stessi». Non lo fa alzando i toni come dopo la partita perso lo scorso anno in Norvegia o dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia con l’Inter, ma come allora usa il mezzo pubblico per fare arrivare un messaggio ai suoi uomini che in questi giorni ha già ribadito più volte ai diretti interessati. Tra questi Abraham con il quale prova a cambiare metodo.

«Bisogna chiedere a lui cosa non stia andando. Se è distratto, se ha un problema, se pensa al Mondiale o meno..». E’ stata la frecciata dello Special One al suo attaccante che spesso ha coccolato anche quando le prestazioni erano così e così. Non questa volta, perché spera che già a Reggio Emilia possa esserci una reazione, non solo sua, ma di tutta la squadra. Una presa di coscienza che sostituisca quel senso d’appagamento palesatosi in alcuni calciatori dopo la finale di Tirana. Una strigliata, come dicevamo, simile a quella post Bodo e Inter. In entrambi i casi la squadra reagì bene e la speranza dello Special One resta la stessa per chiudere con sei punti contro Sassuolo e Torino che significherebbe averne anche altrettanti in più rispetto al 2021 dopo le prime quindici giornate di campionato.