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Salernitana, Arechi deserto e zero volti nuovi: i tifosi invocano investimenti, vetta a -7TUTTO mercato WEB
Il ds Faggiano
© foto di Chiara Biondini
Oggi alle 09:04Serie C
di Luca Esposito

Salernitana, Arechi deserto e zero volti nuovi: i tifosi invocano investimenti, vetta a -7

Per la prima volta la Salernitana scenderà in campo in un Arechi deserto. Non sono annunciate contestazioni né gli ultras e la tifoseria organizzata hanno deciso di disertare in segno di protesta nei confronti della società, ma stasera in tantissimi hanno scelto di restare a casa temendo una stagione anonima dopo due retrocessioni di fila e un quarto posto in C che non esalta nessuno. Se Salerno, fino a qualche settimana fa, garantiva mediamente 12mila spettatori per le gare casalinghe, oggi si registra una presa di posizione netta da parte di una città e di una provincia che intendono lanciare un segnale alla società capitanata da Danilo Iervolino. Appena 2000 biglietti venduti (compresi accrediti e omaggi), numerosi abbonati che hanno scritto sui social che non saranno presenti sugli spalti e una curva che rischia di essere ancora più fredda rispetto a quella meno trainante delle ultime gare del girone d’andata. Nulla si può dire a una piazza che, pur a cospetto del biennio peggiore della propria storia calcistica, in B ha chiuso la regular season con 20mila spettatori negli scontri diretti contro Cosenza, Mantova, Sudtirol e Sampdoria, senza dimenticare la super scenografia contro la Casertana, i 2600 di Latina e tante altre manifestazioni d’amore che avrebbero meritato una presa di coscienza diversa da parte della proprietà. Dopo il mortificante 3-1 di Siracusa i tifosi aspettavano uno scatto d’orgoglio e rinforzi immediati. Invece, da 10 giorni, zero ufficialità in entrata, Raffaele sulla graticola pur avendo fatto 38 punti con una rosa inferiore alle dirette concorrenti e Faggiano che, dopo aver elogiato pubblicamente Iervolino, deve ancora acquistare un difensore centrale rapido, due centrocampisti di spessore, un esterno offensivo e un bomber, visto che molti dei giocatori che ha scelto in estate si sono rivelati un autentico flop. Coppolaro e Frascatore sono già andati via, Ubani e Knezovic aspettano solo di conoscere la nuova destinazione, Liguori ha segnato un solo gol, Ferraris è a secco da settembre, Inglese ha lasciato il campo tra i fischi nell’ultima apparizione casalinga e lo score di Ferrari parla di cinque reti in 20 partite. Troppo poco. Se poi aggiungiamo il rendimento altalenante di Donnarumma, la media voto bassa di Capomaggio, le difficoltà di Quirini e De Boer e la scelta di Raffaele di tenere ai margini della rosa Varone possiamo dire che occorrerebbe quasi una mezza rivoluzione tecnica. Invece stasera, contro un Cosenza molto attrezzato, la Salernitana si giocherà l’ultima chance per ridurre le distanze dalle prime in uno stadio vuoto, senza volti nuovi, in emergenza difensiva e con un mediano – Capomaggio – che potrebbe agire da centrale nella retroguardia a tre per colmare le lacune numeriche. Insomma, si fa fatica a vedere il bicchiere mezzo pieno. Eppure ci sarebbe tempo per recuperare, visto che una vittoria stasera permetterebbe di portarsi a -4 da Benevento e Catania che, nei prossimi mesi, dovranno giocare a Salerno. Tuttavia l’immobilismo sul mercato non aiuta ad alimentare il sogno promozione diretta, col Benevento che prende Caldirola e il Catania che strappa Bruzzaniti a Faggiano a suon di milioni di euro preparandosi ad accogliere Miceli che è una garanzia per la C. “Dopo anni di promesse a vuoto e fallimenti pretendiamo veri investimenti” scrivono gli ultras della curva Sud in uno striscione esposto all’esterno dello stadio, diversi club hanno pubblicato note ufficiali in cui chiedono “un incontro pubblico utile a farci capire da cosa dipenda questo totale ridimensionamento che ci ha portati dalla A al rischio galleggiamento in C, senza volontà di cedere ma senza investimenti”. Insomma, mala tempura currunt in casa Salernitana. E non vincere stasera significherebbe accantonare i sogni di gloria con quattro mesi d’anticipo.