Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / salernitana / Serie C
Pizzoli: "Mercato di gennaio? Solo occasioni. Arezzo favorito, nel Girone C è una Royal Rumble"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 12:19Serie C
di Luca Bargellini

Pizzoli: "Mercato di gennaio? Solo occasioni. Arezzo favorito, nel Girone C è una Royal Rumble"

Ascolta il podcast
tmwradio /
00:00
/
00:00
In esclusiva ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione 'A Tutta C' è intervenuto il direttore sportivo Alessandro Pizzoli. Dalle dinamiche della sessione invernale alle prospettive promozione nei tre gironi di Serie C, fino alla tutela dei lavoratori sportivi: ecco l'analisi completa del dirigente. Direttore, un tempo quello di gennaio si chiamava mercato di "riparazione", oggi è quasi una "ristrutturazione". È davvero la sessione più complicata per un ds? "È senza dubbio il mercato più difficile perché la scelta è minore. I giocatori bravi chi li ha se li tiene, a meno di situazioni contingenti, ridimensionamenti o problematiche interne al club, cosa purtroppo frequente nelle ultime stagioni. Più che di scelte programmatiche, si tratta di un mercato di occasioni: spesso ci si deve accontentare del profilo migliore tra quelli disponibili, non necessariamente della prima scelta". Guardando al campo, nel Girone A il Vicenza sembra non aver bisogno di nulla. Negli altri due gironi la lotta è apertissima. Chi può dare la sterzata decisiva con i nuovi innesti? "Nel Girone B penso che l'Arezzo abbia già fatto ciò che doveva: ha puntellato e rinforzato la rosa, credo sia l'unica padrona del proprio destino. Il Ravenna sta performando oltre le aspettative; potrebbero fare un colpo dell'ultimo minuto, ma non credo altereranno gli equilibri. Il Girone C, invece, è una "Royal Rumble". Sono tutte società con grandi disponibilità: vedo il Benevento come la più equilibrata, mentre c'è più confusione a Salerno e qualche risultato mancato a Cosenza. Il Catania ha già rinforzato molto la rosa, ma in questo girone tra campo e fuori campo le sorprese durano fino all'ultimo giorno". Lei vanta un'importante esperienza nello scouting internazionale. In Italia si discute molto delle Seconde Squadre: meglio il modello spagnolo, ricalcato dalla nostra FIGC, o quello inglese con campionato riserve a sé stante? "Il modello spagnolo è il più formativo, quello inglese il più conservativo. In Inghilterra il sistema funziona perché i club investono cifre enormi nelle academy e il livello rimane altissimo. In Italia, però, il progetto Seconde Squadre ha un impatto più immediato sulla crescita. Permette al giocatore di confrontarsi con i "grandi" in un contesto protetto". A tal proposito, quanto è difficile oggi convincere un giovane a fare "un passo indietro" per giocare con continuità? "Moltissimo. Quando ero responsabile del settore giovanile alla Sampdoria, spesso dovevamo mandare i ragazzi in prestito in B o C, per poi spostarli a metà stagione perché non trovavano spazio, rallentandone la crescita. Ricordo il caso di Zaza: lo demmo alla Juve Stabia in B e a gennaio aveva collezionato solo 11 minuti. Lo spostai a Viareggio, in C: fece gol, salvò la squadra e si rilanciò. Oggi è difficile convincere i ragazzi che escono dalle grandi Primavere ad accettare una categoria inferiore, ma è l'unico modo per farli giocare davvero". Oltre al campo, lei è consigliere nazionale di Unilasp, il primo sindacato dei lavoratori sportivi. Perché questa figura è diventata così centrale? "L'idea è nata da Alfonso Morrone, presidente di AdiCosp. Abbiamo notato che, nonostante le crisi societarie sempre più frequenti, non esisteva un organo di tutela specifico per i lavoratori sportivi, che sono in costante aumento. È un percorso appena iniziato e non sarà facile, ma è fondamentale avere un riferimento normativo e di tutela per tutte le figure del mondo dello sport, non solo del calcio. Le crisi toccano tutti, come vediamo purtroppo nel basket a Trapani".