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Pillon: “Il Vicenza ha già vinto il campionato. Catania? 5 punti non sono tanti da recuperare"
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Nel corso dell'appuntamento mattutino di A Tutta C, programma in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze di TMW Radio e su Il 61, è intervenuto Giuseppe Pillon, tecnico che in carriera ha allenato fra le altre Triestina, Cosenza, Pescara e Padova.
Partiamo dal Girone A: mancano dieci giornate e siamo ormai al momento decisivo. Il Vicenza ha battuto 0-1 la Virtus Verona ed è tornato a +16 in classifica. Possiamo dire che il discorso primo posto sia chiuso?
«Direi di sì. Con 16 punti di vantaggio il Vicenza ha praticamente vinto il campionato, salvo clamorosi colpi di scena. Ora le altre, come il Brescia, devono cercare di ottenere il miglior piazzamento possibile. Credo che la lotta sia aperta soprattutto per le posizioni play-off. Ci sono squadre attrezzate, penso anche al Cittadella e al Trento, che si giocheranno tutto fino alla fine. Poi i play-off sono sempre un rebus: non sono semplici e ci sono tante squadre forti, specialmente nel Girone C».
A proposito di play-off, nel Girone A c’è anche il Cittadella, piazza abituata a categorie superiori.
«Il Cittadella, come il Brescia, ha un organico importante ed è abituato a certi campionati. Sono due squadre che possono giocarsela fino in fondo per le migliori posizioni».
Spostandoci nel Girone B, l’Ascoli continua la sua risalita dopo la vittoria sul Pontedera. Può avere qualche rimpianto per il percorso fatto fin qui?
«Secondo me ha disputato un ottimo campionato. È l’Arezzo che sta facendo qualcosa di straordinario. È una squadra che non molla mai: l’ho vista anche contro il Gubbio e ha dimostrato grande solidità. Recuperare nove punti non è semplice, ma nel calcio mai dire mai. Ascoli e Ravenna devono continuare a fare il loro percorso e poi si tireranno le somme».
L’Arezzo, peraltro, nelle ultime sette partite ha collezionato sei vittorie e un pareggio senza subire gol.
«La continuità dei risultati è ciò che impressiona di più. È il frutto di un lavoro societario importante: direttore sportivo, presidente e allenatore hanno costruito con attenzione. L’anno scorso hanno fatto bene, quest’anno hanno aggiunto i tasselli giusti e i risultati si vedono. Programmazione e organizzazione fanno la differenza».
Tra le sue ex piazze c’è anche Livorno, che con l’arrivo di Venturato ha cambiato passo.
«È un allenatore molto bravo, lo conosco bene. Ha dato una svolta sotto il profilo dell’organizzazione di gioco e dei risultati. Livorno è una piazza che vive di calcio e merita categorie superiori. Serve programmare per tornare stabilmente in Serie B: è quello l’obiettivo che deve avere una società con quella storia».
Nel Girone C il Benevento continua la sua corsa, con cinque punti di vantaggio sul Catania.
«Cinque punti non sono tanti, perché bastano un paio di giornate negative per riaprire tutto. Il Catania deve restare lì, pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Il Benevento, però, sta mostrando grande continuità e una mentalità vincente: non mollerà fino alla fine».
Situazione più complicata per la Salernitana, che ha esonerato Raffaele e potrebbe affidarsi a Serse Cosmi.
«Cosmi ha grande esperienza ed è sempre stato bravo nei subentri. La Serie C è una realtà particolare, ma lui ha il bagaglio giusto per incidere. Gli auguro di fare bene».
Infine, uno sguardo al Treviso, altra sua ex squadra, oggi primo in Serie D con 13 punti di vantaggio.
«Credo che abbia praticamente vinto il campionato. Treviso è una piazza importante e merita il professionismo. Per me è stata la rampa di lancio da allenatore, quindi ho un legame speciale. La società è solida e ambiziosa. Sono curioso di vedere cosa farà il prossimo anno: secondo me ha tutte le possibilità per costruire qualcosa di importante anche in Serie C».
Un percorso che potrebbe proseguire con mister Gorini in panchina.
«Ha fatto benissimo. Se resterà, potrà aggiungere i tasselli giusti per migliorare ulteriormente la squadra. Io ricordo che partimmo dalla Serie C e in tre anni arrivammo in B. Auguro al Treviso di poter ripetere un percorso simile».
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