Iervolino dixit: "Sceglieranno tifosi e istituzioni". Un altro rinvio sancirebbe lo scetticismo totale verso Rufini
Come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, era tutt’altro che certo e imminente il passaggio da Danilo Iervolino a Cristiano Rufini. Intendiamoci: c’è un preliminare firmato un mese fa, c’è la volontà dell’attuale patron di lasciare la Salernitana e ci sono ancora quattro giorni a disposizione per rispettare le scadenze previste e trovare un accordo. Insomma, in questa stucchevole telenovela l’unica certezza è che può accadere di tutto e che sbilanciarsi significhi offrire un pessimo servizio al pubblico di fede granata.
Oggi è una giornata cruciale; saltasse per la seconda volta l’incontro dal notaio per mettere nero su bianco ci sarebbe davvero da riflettere. Quali sarebbero gli scenari? Impossibile fare previsioni, del resto molte delle parti in causa non brillano per coerenza e spesso cambiano idea dalla sera alla mattina. E allora prepariamoci mentalmente a qualsivoglia tipo di epilogo. Dalla permanenza di Iervolino almeno fino a giugno al rilancio di Rufini fino all’inserimento di altri imprenditori che, mai come ora, se realmente interessati potrebbero cogliere l’occasione per avviare una trattativa a condizioni estremamente vantaggiose.
Rufini e i suoi più stretti collaboratori stanno comunque provando a limare i dettagli e a superare gli ostacoli che sono emersi sin dalla fine della scorsa settimana, al punto che Iervolino ha approfondito l’interlocuzione con chi lo affianca da un po’ di tempo e gli sta consigliando di restare al timone facendo leva sul recuperato rapporto con parte della tifoseria e su risultati sportivi che lasciano ancora sperare nel miracolo promozione attraverso i playoff. Al di là delle notizie sorge spontanea una riflessione: con quali presupposti si andrebbe a chiudere questa laboriosa operazione se in questi 30 giorni sono emerse criticità che agitano una tifoseria che vorrebbe concentrarsi unicamente sul campo, ma che teme di passare dalla padella alla brace ritrovandosi investitori non pronti per garantire un progetto ambizioso?
Nulla contro Rufini, sia chiaro. Persona valida e competente nei settori di pertinenza. Ma restiamo dell’avviso che tutto ciò che finisce prima sui giornali e poi tra le mani di un notaio desti sempre qualche perplessità di fondo. Non per la serietà delle intenzioni, ovvio, ma la storia insegna da sempre che lavorare sotto traccia e lontani delle luci dei riflettori renda tutto molto più credibile. Così come siamo convinti che voler comprare per davvero una società di calcio implichi l’immissione immediata di denaro contante senza legare l’esborso economico verso la parte uscente a promozioni e future cessioni, con quella parola "sostenibilità" che fa tremare il popolo del cavalluccio.
Insomma, a oggi i tifosi temono di essere ingabbiati in una situazione che propone un proprietario che ha voglia di cedere dopo aver disatteso una marea di promesse e un nuovo acquirente che non è mai stato nel mondo del calcio e che, alle 14 di oggi, non avrebbe ancora fornito le garanzie necessarie. Un quadro preoccupante e che ha spinto anche molti dei contestatori a fare un passo indietro ritenendo che, con l'appoggio della piazza e allontanando figure che hanno contribuito in negativo a fargli spendere soldi per poi retrocedere due volte, Iervolino possa ritrovare quantomeno un minimo di entusiasmo e concedersi un altro po' di tempo. E se oggi quantomeno ci sono riflessioni in corso il merito è senza dubbio dell'avvocato Fimmanò e - soprattutto - dell'AD Pagano. Unico a metterci la faccia e a dialogare con il pubblico.






