Cessione Salernitana: pressing di Sarandrea su Rufini, Iervolino aspetta la firma
“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” è il celebre motto dell’esperto allenatore di calcio Giovanni Trapattoni, usato per ammonire a non cantare vittoria troppo presto. E calza, evidentemente, alla trattativa in corso che riguarda la cessione della Salernitana. Ore decisive per quella che è, in virtù di un contratto preliminare tra le parti già sottoscritto, la transazione più accreditata. Da un lato Danilo Iervolino, proprietario del club granata, che ha confermato la volontà di passare la mano.
Dall’altro Cristiano Rufini, il candidato in pectore alla successione, chiamato a dimostrare solidità finanziaria con azioni concrete richieste dal venditore. Quali? Ad esempio l’aumento di capitale della società Antarees, per circa un milione e mezzo di euro, che è quella di fatto acquirente delle azioni societarie della Salernitana dalla Salerno Coast Investment interamente di Danilo Iervolino.
Al momento resta da confermare l’appuntamento dal notaio tra le parti, seppure sia stata stabilita la volontà fra le stesse per un accordo. Ma data e giorno restano una variabile. Perché, in particolare, i consulenti di patron Danilo Iervolino – che già hanno acconsentito a rimodulare il contratto per facilitare là dove possibile il via libera a Cristano Rufini – hanno all’unanimità ribadito di essere contrari alla cessione se non saranno presentate tutte le garanzie richieste. Insomma è in atto un vero e proprio sprint finale per arrivare entro il 20 aprile – data in cui verrebbe meno la validità del contratto preliminare già sottoscritto sia da Iervolino che Rufini – alla firma a Roma davanti al notaio della cessione della Salernitana.
In caso contrario Danilo Iervolino comunque non resterebbe a guardare. E potrebbero riaprirsi le porte per una trattativa con quanti hanno mostrato interesse nell’acquisizione della Salernitana. Fermo restando che Iervolino si augura che nelle prossime ore si possa passare dalle parole ai fatti con Rufini e in tale ottica quest’ultimo è compulsato dall’advisor Massimo Sarandrea destinato in caso di cambio di proprietà ad avere un ruolo non marginale anche per rafforzare la compagine societaria.






