Dietrofront Iervolino, ha contato anche il progetto sportivo di Rufini. Ecco i campanelli d'allarme...
Non è solo una questione di natura economica. Dietro il no di Iervolino alla trattativa per la cessione del club a Cristiano Rufini ci sarebbe anche la sensazione di un progetto non particolarmente ambizioso. Le voci sono sempre da prendere con le pinze ma, stando a quanto raccolto dalla nostra redazione, per coprire le perdite senza depauperare da subito il proprio patrimonio la nuova società aveva immaginato di vivere un campionato d'assestamento senza grossi investimenti e con l'idea di puntare sui giovani per incassare i contributi under.
Non solo. Stando a quanto filtra Sanandrea aveva già prospettato a Rufini un piano di rientro economico che prevedeva la rescissione consensuale con alcuni dei calciatori più retribuiti. Tra questi - anche qui condizionale d'obbligo - ci sarebbero stati il centrocampista Capomaggio e l'attaccante Lescano, mentre non veniva escluso a priori un investimento per acquisire a titolo definitivo il cartellino di Andrea Ferraris dal Pescara salvo poi sacrificarlo in caso di offerte irrinunciabili.
Insomma, in virtù di un rapporto più sereno con la tifoseria è evidente che Iervolino, pur desideroso di interrompere la sua avventura nel mondo del calcio anche su spinta familiare, non voglia lasciare il club a chi non è in grado di garantire da subito investimenti imponenti per riportare la Salernitana in serie B e lottare in pochi anni per il ritorno in quella categoria in cui fu presa nel 2022 con bilanci in attivo e parco giocatori dal valore milionario. Lunedì si dovrebbe chiudere in modo definitivo anche quest'altra telenovela, con Rufini pronto a defilarsi e Iervolino che, in attesa di compratori, potrebbe attendere la fine della stagione valutando il da farsi soprattutto in caso di salto in cadetteria attraverso i playoff.






