Iervolino, guarda che passione! Tifo incessante dopo una doppia retrocessione: resta e rilancia!
Se volessimo fare un’analisi oggettiva della partita dovremmo dire che la Salernitana continua a palesare limiti tecnici e tattici evidenti, lacune che rischiano di compromettere il sogno promozione attraverso i playoff. Onestà intellettuale imporrebbe di rimarcare che con Raffaele si vedeva un minimo di gioco in più e che Cosmi, anche oggi, ci ha messo del suo sbagliando la formazione iniziale salvo poi correggerla nel modo giusto nella ripresa. Onore e merito al Picerno, per organizzazione e intraprendenza forse la miglior squadra vista a Salerno. Tuttavia è ormai inutile sparare sulla proverbiale croce rossa ed è tempo di sposare la linea degli ultras accantonando disquisizioni di ogni genere spingendo la squadra verso gli spareggi. All’Arechi si respirava un clima emozionante.
Al netto degli ampi spazi vuoti in tutti i settori, la Sud ha saggiamente deciso di interrompere la pregressa contestazione all’indirizzo della società e dei calciatori incoraggiando tutti. Dal primo all’ultimo. E allora pace fatta con Donnarumma, incoraggiamenti per Tascone, nessun mugugno anche quando si faticava a fare tre passaggi di fila. Ecco, il 10 in pagella va proprio al popolo del cavalluccio. Trovatela, in Italia, una tifoseria che – dopo due retrocessioni di fila e una distanza siderale dalla vetta – garantisce 12mila spettatori in media per le partite casalinghe e circa 2000 in campo esterno. Salerno e provincia avrebbero potuto abbandonare la Bersagliera, seguendo a distanza quella serie C che si sperava d’aver messo definitivamente nel dimenticatoio grazie alla gestione dei “romani” e che purtroppo oggi è una triste realtà. Invece l’amore va oltre ogni sentimento e, ancora una volta, la vittoria è frutto anche della spinta del dodicesimo uomo in campo.
“Ci devi credere” intona la torcida granata, con i calciatori che tornano ad abbracciarsi sotto la Sud come non accadeva ormai dal girone d’andata. E se è vero che sul piano del gioco le preoccupazioni sono assolutamente legittime, è altrettanto vero che ritrovare cuore, spirito battagliero e compattezza nello spogliatoio è un qualcosa di determinante. Sotto questo aspetto Cosmi è stato bravo. L’altra riflessione riguarda Danilo Iervolino. Tra 24 ore la telenovela Rufini volgerà finalmente al termine, una trattativa che – come vi abbiamo raccontato giorno dopo giorno – non è mai stata vicina alla conclusione al netto di ricostruzioni fantasiose che hanno dato alla gente una visione distorta della realtà.
Sarebbe auspicabile che il patron decida una volta per tutte cosa voglia fare da grande, rendendosi conto che ai salernitani basta poco per ricucire lo strappo e per ricreare un clima sereno e di grande armonia. Gli ultras e i club organizzati hanno fatto un passo indietro stringendogli virtualmente la mano, ora tocca a lui ricambiare un gesto nobile e tutt’altro che scontato restando al timone di una squadra presa in A e che deve evitare il galleggiamento in Lega Pro. A volte da una storia triste può nascere una splendida favola e, in fondo, una Salernitana al completo spinta da 25mila spettatori può dire la sua negli spareggi. Iervolino rifletta bene e segua il consiglio del collega Vigorito: per quanto pressante questa è una piazza che bisogna tenersi stretta.






