Terzo posto è flop, ma ora conta solo la Salernitana: tutti uniti! Rocchi ci spieghi l'8,70 a Doveri post Samp...
Potremmo star qui a rimarcare quanto il terzo posto non possa essere visto come un obiettivo raggiunto, ma come un contentino utile quantomeno a saltare le prime due gare degli spareggi. Per quello che la società targata Iervolino ha combinato in questi due anni sarebbe stato obbligo morale allestire un organico straordinariamente importante senza badare a spese e senza la scusa del “cedere prima di acquistare” che è alibi servito sul piatto d’argento da quella parte di stampa che in estate avrebbe dovuto valutare con maggiore obiettività il valore di una rosa andata già ben oltre le potenzialità.
Perché se si pensava davvero di vincere il campionato con Frascatore, Donnarumma, Anastasio, Coppolaro, Tascone, Molina, Carriero e Quirini c’è davvero qualcosa che non va. Ragion per cui la chiusura della regular season ci spinge a parlare di terzo flop consecutivo della proprietà, ora chiamata a uscire allo scoperto ripagando la piazza per l’enorme passo in avanti con tre semplici frasi: “scusatemi”, “resto e rilancio”, “torneremo in serie B”. Stop. Con Pagano che ha dimostrato di meritare la carica di presidente più di chi si è defilato nei mesi pur senza rassegnare le dimissioni. Oggi, però, vogliamo accodarci all’appello degli ultras e anteporre il bene della Salernitana alle note opinioni personali.
E allora, fino a quando ci sarà anche solo l’1% di possibilità di vincere gli spareggi, è opportuno che tutti facciano un passo indietro rimandando a giugno bilanci, critiche e analisi. E’ evidente che non si parta con l’etichetta di favoriti e, tutto sommato, può essere un enorme vantaggio. E’ palese che le difficoltà della rosa ad esprimere un gioco accettabile rendono sulla carta insormontabili gli ostacoli Ascoli, Brescia e Catania. Senza dimenticare blasonate come Cosenza, Cittadella, Ravenna (la immaginate una finalissima con Mandorlini?), Crotone e Ternana (al netto dei guai societari) o matricole terribili di cui si parla poco, ma che in gare secche possono creare grattacapi.
Trento, Potenza, Lecco, Juventus NG, Campobasso: coefficiente di difficoltà alto, specialmente in campo esterno. Però ci sono anche delle note positive dalle quali ripartire. Oggi l’elenco è più corposo: Cosmi è ormai leader indiscusso di un gruppo che ha ritrovato garra ed entusiasmo, Ferrari ha ripreso a combattere e a segnare, Achik spacca le partite, Ferraris sta incidendo come non accadeva da tempo, Golemic e De Boer stanno crescendo e le due settimane di stop permetteranno a Inglese, Gyabuaa, Villa e Capomaggio di mettere benzina nelle gambe. E poi un dato: 10 vittorie in campo esterno. In un girone dove il fattore ambientale pesa e con tante trasferte vietate ai supporters granata è “tanta roba”. Se poi inizia a segnare anche Quirini (che, ribadiamo, non può essere quello visto quest’anno) allora è lecito alzare l’asticella e ritrovare quantomeno un minimo di fiducia, con un Arechi pronto a fare la differenza e un tecnico che ha l’esperienza per essere guida autorevole e credibile.
La chiosa la dedichiamo al caso Rocchi. Non entriamo nel merito: ci sono gli organi competenti che svolgeranno il proprio lavoro e non ci uniamo al coro dei social che mettono alla gogna chiunque ancor prima che arrivino le sentenze ufficiali. Tuttavia, a prescindere da quanto emerso nelle ultime 48 ore, pagheremmo di tasca nostra per chiedere al designatore: come mai ha messo un voto così alto a Doveri dopo il disastroso arbitraggio dell’Arechi nel match di ritorno contro la Sampdoria che condannò alla C i granata a favore di chi si salvò…da retrocesso! Il senso di ingiustizia, a distanza di quasi un anno, non è passato, la ferita è ancora aperta. Che un giorno si faccia chiarezza. Sarebbe il minimo sindacale. Intanto Forza Salernitana!






