Colpacci in campo esterno, infermeria quasi vuota e dodicesimo uomo: i punti dai quali ripartire per i playoff
La regular season si è chiusa consegnando alla Salernitana numeri che alimentano fiducia e ambizioni in vista dei playoff. I granata hanno vinto 20 partite su 38, confermandosi squadra solida e competitiva per tutto l’arco del campionato. Il dato che colpisce maggiormente riguarda il rendimento esterno: ben 10 successi lontano da casa, bottino inferiore soltanto a quello del Benevento. Un segnale chiaro di personalità, maturità e capacità di reggere la pressione anche nei contesti più complicati. A questo si aggiunge il percorso costruito da Serse Cosmi dal suo arrivo in panchina. Con lui la Salernitana ha conquistato 19 punti, facendo meglio nello stesso periodo di realtà importanti come Benevento e Catania. Sei vittorie, un pareggio e tre sconfitte raccontano di una squadra che ha trovato identità, equilibrio e una direzione precisa proprio nel momento decisivo della stagione. Adesso si azzera tutto, ma la sensazione è che la Salernitana arrivi agli spareggi con basi tecniche e mentali molto solide.
Tra i pali non esistono dubbi: Donnarumma ha disputato tutte e 38 le gare di campionato e rappresenta una delle certezze assolute da cui ripartire. Continuità, affidabilità e presenza costante ne fanno il riferimento naturale anche per le gare che valgono una stagione. La sua leadership silenziosa e la capacità di trasmettere sicurezza al reparto saranno armi preziose quando la tensione salirà e ogni episodio potrà fare la differenza. Davanti a lui il tecnico spera di ritrovare Berra, pedina fondamentale per esperienza e struttura fisica. Se recuperato, sarebbe titolare certo al fianco di un Golemic apparso in crescita nelle ultime uscite, più sicuro nelle letture e più incisivo nei duelli. Per completare il reparto resta aperto il ballottaggio tra Arena e Anastasio, con Matino leggermente indietro nelle gerarchie almeno al momento. Cabianca viene invece considerato soprattutto come soluzione da esterno destro, alternativa utile per cambiare assetto a gara in corso o per garantire maggiore spinta sulla corsia.
Sul lato mancino tornerà Villa, elemento che assicura corsa, gamba e capacità di accompagnare l’azione, anche se Longobardi lo ha ben sostituito. La retroguardia, insomma, offre soluzioni e varianti, aspetto determinante in un mini torneo in cui possono servire adattabilità e lettura immediata delle partite. In mezzo al campo molto dipenderà dal sistema scelto. Se Cosmi dovesse optare per una mediana a due, l’idea è chiara: affiancare qualità e interdizione, geometrie e aggressività. La sosta può diventare un alleato prezioso per Gyabuaa, chiamato a ritrovare la migliore condizione atletica e quella brillantezza che può cambiare il volto del reparto. Quando sta bene, il centrocampista garantisce strappi, intensità e presenza nelle due fasi. Al suo fianco resta vivo il ballottaggio tra De Boer e Capomaggio.
Il primo offre ordine, gestione del pallone e capacità di dare ritmo alla manovra. Il secondo assicura dinamismo, inserimenti e maggiore impatto fisico. Scelte diverse, entrambe credibili, che confermano come la Salernitana abbia più di una strada percorribile in base all’avversario e al tipo di partita da affrontare. In avanti sembrano esserci le idee più definite. Ferraris trequartista appare oggi una certezza, uomo capace di legare i reparti, muoversi tra le linee e accendere la manovra con qualità e intuizioni. Achik viene considerato il classico elemento di squilibrio da inserire nella ripresa, quando gli spazi si allungano e la freschezza può incidere maggiormente. La coppia offensiva dovrebbe essere composta da Lescano e Ferrari, tandem che unisce peso specifico, presenza in area e soluzioni complementari.
Uno può lavorare di più sulla profondità e sui movimenti, l’altro può fungere da riferimento spalle alla porta e dentro i sedici metri. Da non sottovalutare Inglese, rientrato negli ultimi dieci minuti della gara di ieri l’altro dopo quasi cinque mesi di stop: non giocava dal 7 dicembre ed è questa una notizia particolarmente positiva in vista dei playoff. Più staccati nelle gerarchie Molina e Antonucci, quest’ultimo rimasto finora un oggetto misterioso del mercato invernale. Ma nei playoff spesso basta un episodio per cambiare tutto. Ecco perché tutti dovranno farsi trovare pronti. La Salernitana ci arriva con numeri, convinzioni e un gruppo che sembra aver finalmente trovato se stesso nel momento più importante.
E poi ci sono i tifosi. Col passare delle ore si moltiplicano gli appelli affinché si metta da parte ogni malumore per spingere insieme la Salernitana verso un grande sogno. Il 13 maggio, pur in un giorno infrasettimanale, facile immaginare che sarà record di spettatori all'Arechi con oltre 15mila presenze. La speranza è che patron Iervolino, dopo il passo indietro della curva e dei club organizzati, ritrovi entusiasmo. Possibilmente facendo chiarezza sul futuro dei granata e sulle reali intenzioni di una società che avrebbe l'obbligo morale di tornare quantomeno in serie B





