Salernitana: il bivio del futuro passa da scelte coraggiose. Iervolino, pensaci!
La fine di una stagione è sempre il momento dei bilanci, ma in casa Salernitana quest'anno il bilancio somiglia terribilmente a una resa dei conti con la realtà. Abbiamo masticato amaro, abbiamo sperato, abbiamo lottato, ma alla fine il verdetto del campo ha emesso la sua sentenza. Ora, spenti i riflettori sui playoff, è il momento della lucidità. Perché il futuro non aspetta, e gli errori del passato non possono più essere tolleranti. La regular season ci ha regalato più fegato amaro che gioie. Un cammino altalenante, privo di una vera identità e condizionato da scelte tecniche che non hanno mai convinto fino in fondo. La gestione di Raffaele ha mostrato presto la corda, lasciando la squadra spenta, senz'anima e impantanata in una mediocrità non degna di questa piazza. Poi, la svolta. L'esonero di Raffaele e l'arrivo di Serse Cosmi hanno letteralmente rigenerato l’ambiente. L’impatto dell'esperto tenico è stato immediato, prima di tutto psicologico e poi tattico. Cosmi ha restituito alla Salernitana quel brio, quel carattere e quella "cazzimma" che sembravano smarriti. Ha compattato il gruppo, ridato dignità alla maglia e firmato una rincorsa che, fino a poche settimane prima, sembrava pura utopia.
È grazie a questa rincorsa che abbiamo vissuto l'illusione dei playoff. Un cammino intenso, vibrante, dove la squadra ha speso fino all'ultima goccia di sudore. Fino alla doppia sfida contro il Brescia. Lì, purtroppo, il sogno si è infranto. Nei 180 minuti contro le rondinelle sono emersi i limiti strutturali di una squadra arrivata all'appuntamento con il fiato corto e con scarse alternative. Resta il grande orgoglio per come i ragazzi hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, ma resta anche il rammarico di aver pagato dazio a peccati originali commessi a inizio stagione. E allora, da dove si riparte? I primi grandi punti interrogativi riguardano la proprietà e la posizione di Maurizio Milan, un presidente solo di nome, ma senza anima. Danilo Iervolino si trova davanti a un bivio: se decide di restare, deve farlo ritrovando l'entusiasmo dei giorni migliori, investendo con convinzione e programmazione, iniziando dal proporsi come presidente, accantonando l'attuale, mai positivo per le sorti della nostra amata. Una Salernitana "di transizione" o vissuta come un peso non serve a nessuno. Se quell'entusiasmo è svanito, allora sia coerente e passi la mano: Salerno merita una proprietà totalmente sul pezzo. Chi invece ha esaurito il suo tempo all'ombra del Arechi è il DS Daniele Faggiano. Inutile girarci intorno: la gestione del mercato ha evidenziato troppi errori, scommesse perse e una costruzione della rosa deficitaria in ruoli chiave, che ha finito per tarpare le ali ai sogni di gloria. Le strade si devono separare: serve un direttore sportivo con idee fresche e lungimiranza.
La certezza da cui ripartire ha un nome e un cognome: Serse Cosmi. Il mister ha dimostrato sul campo di meritare la conferma a pieno titolo. Ha la piazza in mano e sa come si vince. Dare a lui le chiavi della ricostruzione tecnica è il minimo sindacale. Infine, la squadra. Questo gruppo ha una base solida che non va assolutamente rivoluzionata. Smantellare tutto sarebbe l'ennesimo errore strategico. La via da seguire è quella della chirurgia calcistica: in uscita, via subito quei 4 o 5 elementi che hanno dimostrato di non essere da Salernitana, per qualità o per attaccamento. In entrata: innestare altrettanti giocatori di categoria superiore. Elementi di personalità, in grado di fare la differenza e di far compiere alla rosa quel salto di qualità definitivo per puntare in alto senza nascondersi. Il tempo delle scuse è finito. Salerno è pronta a ruggire ancora, ma la società deve dimostrare di avere le idee chiare. Subito.






