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Lescano arma in più per tentare l'impresa
Oggi alle 00:01Editoriale
di Maurizio Grillo
per Tuttosalernitana.com

Lescano arma in più per tentare l'impresa

Benedetti siano quegli striscioni. Al netto di qualche ricostruzione piuttosto fantasiosa, proposta alla platea con il solo obiettivo di suonare il violino alla proprietà, è sin troppo evidente che l’arrivo di Lescano sia direttamente proporzionale alla presa di posizione di una città intera. Eccezion fatta per un risicato partito pro Iervolino che, evidentemente, negli ultimi due anni e mezzo ha vissuto su un altro pianeta, la stragrande maggioranza della tifoseria era pronta a disertare in segno di dissenso senza un minimo investimento sul mercato. Faggiano, che non brilla certo per velocità, ha avuto a disposizione un budget estremamente risicato nelle prime settimane, al punto da chiudere con un vecchio obiettivo come Longobardi soltanto dopo il fallimento del Rimini prelevando Berra da un Crotone che ha annunciato ridimensionamento tecnico-finanziario e Carriero da un Trapani che rischia seriamente di non finire la stagione al pari di quel Siracusa che ci ha “regalato” Molina. E l’arrivo del “carneade argentino” testimonia che quella di Lescano sia stata un’idea last minute: viceversa vi pare avrebbero occupato un posto in lista over con un attaccante che, al massimo, sarà la principale alternativa alla prima riserva?

A nostro avviso, però, ci si è svegliati un po’ in ritardo. Perché la Salernitana avrebbe avuto l’obbligo di presentarsi con una rosa al completo già alla prima di ritorno a Siracusa, con quei tre punti in meno che oggi pesano come un macigno in ottica promozione diretta. Allo stato attuale – e lo diciamo a malincuore – immaginare una rimonta su due squadre che ci hanno messo nettamente sotto nello scontro diretto appare utopistico. Calendario alla mano il percorso di Benevento e Catania, nel mese di febbraio, sarà particolarmente agevole e tale da temere un en-plain, mentre la Salernitana darà un senso al big match di marzo contro gli etnei solo se battesse consecutivamente Giugliano, Cerignola, Casarano, Cavese (che bell’ambientino che c’aspetta) e Monopoli. Insomma, sarebbe opportuno che tutti inizino a calarsi nella mentalità playoff, difendendo questo terzo posto apparentemente blindato e sperando fino alla fine di rosicchiare punti piazzandoci secondi, il che garantirebbe tante cose in quella lotteria vietata ai deboli di cuore e che ci vedrebbe opposti a piazze altrettanto blasonate e pericolose come Brescia, Cittadella, Inter23, Ascoli, Juventus NG, Ravenna e- appunto – una tra Catania e Benevento.

Insomma, non ci schieriamo dalla parte di chi ha ripreso a osannare chi, col colpo Lescano, ha fatto meno della metà di quello che avrebbe dovuto, visto che in estate sono stati sbagliati gran parte degli innesti al punto da rivalutare in negativo anche l’operato del direttore sportivo. Quello che ha atteso Knezovic per 40 giorni mettendolo ora fuori lista e che immaginava una difesa imperforabile con Matino, Coppolaro, Anastasio e Frascatore, con Donnarumma che alterna un miracolo con  errori grossolani. Due note a margine. La prima proprio sull’operazione Lescano. 29 anni, ingaggio importante, in B non si è mai imposto: è stato strategicamente ed economicamente giusto fargli sottoscrivere un contratto di tre anni e mezzo? La seconda su Capuano: salterà la sfida da ex, in quello stadio che sognava di vivere da protagonista. Nell’ultimo anno e mezzo due esoneri e due dimissioni, un’involuzione rispetto a una storia che lo vede spesso protagonista in C. Ma dispiace che un derby già sentito da nessuno perda anche quel pizzico di sale in più che avrebbe garantito la presenza del trainer dal cuore granata sulla panchina avversaria.