Salernitana, la partita mentale di Raffaele tra critiche e rilancio
La Salernitana sta attraversando un tunnel emotivo fatto di contestazioni, stadio semivuoto, pressioni e classifiche che cambiano volto nel giro di novanta minuti. In questo contesto, il ruolo di mister Raffaele va oltre la lavagna tattica, la vera sfida è anche nella gestione della testa. Dopo settimane complicate, il tecnico ha dovuto lavorare più sulla fiducia che sui moduli.
Ricompattare lo spogliatoio, isolare il gruppo dal rumore esterno e trasformare la tensione in energia positiva. La risposta contro il Casarano è stata anche mentale, con un approccio deciso, fame, capacità di restare dentro la partita senza farsi schiacciare dall’ansia del risultato. Raffaele sa che la sua panchina resta legata ai risultati, ma ha scelto una linea chiara, protezione pubblica dei suoi uomini e responsabilizzazione interna.
Un equilibrio non semplice, soprattutto quando il rapporto con l’ambiente è teso. Ora arriva un altro banco di prova, dove la componente emotiva peserà quanto quella tecnica. Perché nelle stagioni complesse non vince solo chi corre di più o segna di più, ma chi sa reggere anche la pressione. E la gestione delle emozioni, oggi, è il vero spartiacque.






