Il lavoro di Raffaele divide i tifosi: a Cava si gioca tanto, ma il voto resta molto alto
“Ho sentito tante cose nei giorni scorsi, illazioni vergognose sul mio rapporto con il direttore sportivo e con la squadra. Non ci fosse stato un rendimento del genere da parte del Benevento oggi parleremmo di una Salernitana in alto e a soli tre punti dal Catania. Fino a quando ci sarà un barlume di speranza io crederò sempre nella possibilità di agganciare la vetta, il campionato è ancora lungo e abbiamo nelle corde un filotto di vittorie. E a breve riavremo calciatori importantissimi che sono assenti da tempo. I tifosi hanno ragione a protestare, ma io non mollo e credo in quello che sto facendo”.
Queste le parole del tecnico della Salernitana Giuseppe Raffaele subito dopo la sfida vinta col Casarano. L'operato del mister continua a dividere la piazza, di seguito una serie di spunti di riflessione per i tifosi:
-La squadra è stata stravolta a gennaio, con 15 movimenti tra entrate e uscite. Ciò significa che il mister è stato primo tre mesi con una rosa incompleta in tutti i reparti
-Catania e Benevento sono considerate superiori a tutte. La Salernitana, dunque, è pienamente in linea con gli obiettivi stagionali e, anzi, ha messo un bel margine sul Cosenza e sulla Casertana che hanno organici importanti.
-La Salernitana ha vinto 14 partite, ha il miglior rendimento esterno, non era mai partita con 5 vittorie in altrettante gare e ha subito solo due reti nelle ultime sei giornate. Tra le big è quella che, da metà dicembre in poi, ha subito il minor numero di tiri nello specchio della porta.
-Il mister non ha ancora blindato la panchina e la partita di Cava sarà decisiva. A far propendere per un esonero la gestione del gruppo nell’ultimo mese, con la scelta di puntare subito sui nuovi che ha creato malumori allo spogliatoio. Già alla fine del primo tempo di Picerno la sua posizione fu ritenuta in bilico dalla dirigenza.






