Varone in gol e al top fisicamente: tre gare in una settimana! Altro rimpianto granata
Quando in estate fu ufficializzato il suo arrivo, nei nostri articoli parlammo di un ottimo colpo di mercato per la categoria e di un calciatore che potesse dare un ottimo contributo sia dal punto di vista tecnico, sia sul piano caratteriale. Del resto stiamo parlando di un atleta che ha fatto cose importante in realtà altrettanto blasonate come Ascoli, Terni, Reggio Emilia, Novara e Cesena, vincendo campionati da titolare e indossando spesso la fascia da capitano.
In ritiro lo staff tecnico aveva puntato da subito sulle due doti di inserimento, chiedendogli non solo di mordere metaforicamente le caviglie agli avversari, ma anche di partecipare costantemente alla manovra cercando il gol dalla distanza. Quel gol che è arrivato oggi ma, purtroppo, con la maglia del Gubbio. La gestione di Ivan Varone conferma quanta confusione ci sia all'interno della Salernitana, con il mediano napoletano che doveva essere un punto di forza della formazione e che invece è stato bocciato da subito e a favore di colleghi di reparto che stanno facendo male ma che - a differenza sua - hanno avuto sempre più di una occasione per riscattarsi.
A chi diceva fosse un problema fisico, Varone ha risposto con i fatti. Tre gare in una settimana, tutte ad alto ritmo e con voti ben al di sopra della sufficienza. Tanta roba per chi non scendeva in campo da mesi, messo fuori lista come fosse l'ultimo arrivato o il ragazzino di belle speranze in attesa di una nuova collocazione. A Latina uno dei momenti più difficili della sua carriera, con Raffaele che lo bocciò dopo un primo tempo negativo per tutti inserendo quel Di Vico sicuramente interessantissimo in prospettiva, ma che certo non poteva avere la sua esperienza.
Una questione gestita male da tutti. Dall'allenatore (che avrebbe dovuto valorizzare tutti gli elementi della rosa) e dal direttore sportivo che avrebbe l'obbligo di pretendere dallo staff tecnico l'impiego di tutti i tesserati. Non a caso la società lo ha mandato via, ma con la formula del prestito secco. Un dispiacere per lui, per una famiglia che si era ben ambientata, per i compagni con cui aveva un ottimo rapporto, per una piazza che incarna in pieno le sue caratteristiche da trascinatore e che poteva esaltarlo ulteriormente. Che si tratti solo di un arrivederci? Andasse via Raffaele, però, ci sarebbe davvero il rimpianto di aver perso un giocatore forte per difendere le scelte di un mister in discussione da inizio dicembre.






