Salernitana, cosa resta del pareggio di Cava? Tra rimpianti, rabbia e una rincorsa che deve restare viva
Il derby contro la Cavese lascia alla Salernitana una sensazione doppia: solidità per lunghi tratti (Donnarumma di fatto inoperoso per tutti i 90 minuti), ma anche una gestione finale che continua a far discutere. L’1-1 maturato al 90’ pesa, soprattutto per come è arrivato. Per oltre un’ora la squadra di Giuseppe Raffaele aveva dato l’impressione di avere la gara in mano seppur lasciando il pallino in mano ai metelliani. Il vantaggio di Lescano, costruito sull’asse Achik-Lescano, aveva premiato un primo tempo ordinato e concreto in cui i granata avevano dato buone sensazioni.
Nella ripresa, però, la Salernitana ha abbassato il ritmo senza riuscire a chiudere la partita. Poche occasioni concesse, è vero. Ma non ha neanche provato a dare il colpo del ko con tanto spazio concesso dai padroni di casa. E nel calcio, soprattutto in gare così sentite, lasciare aperta una gara è sempre un rischio.Il pareggio di Minaj al 90’ nasce da un fallo evidente su Molina non ravvisato né in campo né dopo revisione. Da lì la rabbia, le proteste e l’espulsione di Raffaele.
Resta l’amarezza per un episodio che poteva essere valutato diversamente. Ma resta anche una domanda più ampia: perché arrivare a giocarsi sempre tutto negli ultimi minuti? Il turno offriva un assist importante. Il Benevento capolista e il Catania secondo hanno pareggiato. Vincere avrebbe significato accorciare su entrambe.
La Salernitana resta terza a 50 punti. La distanza è ancora colmabile sul secondo posto ma le occasioni non saranno infinite. E alle spalle il Cosenza si è avvicinato. Resta la sensazione di una squadra che ha identità e struttura, un attaccante, Lescano, che continua a garantire peso offensivo. Resta una difesa che per gran parte della gara ha retto bene. Ma resta anche un tema ricorrente, la gestione dei momenti chiave. La Salernitana non è crollata ma non ha chiuso. E quando non chiudi, rischi. Il derby di Cava manda un messaggio chiaro, per riaprire davvero il campionato serve più cattiveria.






