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Chi "massacra" Raffaele si chieda: ma l'obiettivo del club era vincere il campionato?TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Gaetano Ferraiuolo
per Tuttosalernitana.com

Chi "massacra" Raffaele si chieda: ma l'obiettivo del club era vincere il campionato?

Chi legge i miei editoriali sa perfettamente quale sia il mio pensiero. Al netto di qualche difficoltà palesata nelle ultime settimane e di un rendimento oggettivamente molto calante da parte della squadra, indicare in Giuseppe Raffaele uno dei principali responsabili di un campionato sin qui negativo è assolutamente ingeneroso. Posto che non ci sarà mai la controprova, bisogna sempre ricordare in che condizioni il mister abbia dovuto lavorare in estate, quando solitamente le rose si plasmano sotto il profilo tecnico, tattico e atletico. Invece la Salernitana sembrava una sorta di Grande Fratello, con casting, via-vai, musi lunghi, calciatori in albergo perché prima di firmare bisognava abbassare il monte ingaggi e uomini di mondo che lo bacchettavano nel piazzale antistante la tribuna perché non aveva fatto giocare Maggiore…che era squalificato.

Senza dubbio non ci stanno 14 punti di differenza dal Benevento e in casa sono stati dilapidati punti ampiamente alla portata, ma davvero crede che Mourinho, Ancelotti o Spalletti avrebbero primeggiato per 15 giornate a cospetto di corazzate vere con Donnarumma, Frascatore, Tascone, Matino, Anastasio, Coppolaro, Quirini, Ubani, Knezovic e Varone? E non siamo nemmeno d’accordo con chi lo accusa di aver dato da subito spazio ai nuovi creando una spaccatura all’interno dello spogliatoio. Perché sono finiti in panchina giocatori modesti, normali, che dovrebbero baciare per terra per la possibilità di indossare la maglia granata. Gente che magari ha messo il muso e che non ha dimostrato nulla quando chiamata in causa, persone che hanno mostrato il loro vero carattere nelle difficoltà dichiarandosi pronte ad abbandonare la nave.

Le stesse che ballavano e cantavano sotto la Sud quando si vinceva: ipocrisia allo stato puro. A Raffaele un grande in bocca al lupo per il proseguo della sua carriera. Non meritava fischi, improperi, talvolta offese personale. Si è messo in gioco in un momento difficile della storia granata, ha fatto 50 punti piazzandosi al terzo posto (e di più non si poteva fare) e ha sempre difeso pubblicamente il gruppo lavando i panni sporchi in famiglia.

Ancora una volta chi ha puntato il dito sull’allenatore ha fornito alibi alla proprietà che era – e resta – la principale responsabile. Iervolino domenica era presente all’Arechi, si sarà reso conto di cosa hanno combinato? Stadio deserto, tifo freddo, abbonati a casa, organico modesto, gruppo spaccato, ds che difetta nella comunicazione, rosa incompleta e il Monopoli che sbanca il principe degli stadi quando ci si stava abituando ad accogliere le big del calcio italiano. A quando scuse e spiegazioni alla piazza? E vien da chiedersi che fine abbia fatto Milan.

C’è chi dice si sia defilato, ma non leggiamo comunicati di dimissioni quindi viene regolarmente retribuito e ha un ruolo ufficiale importante all’interno della società. Aveva promesso un progetto di pronta risalita, siamo a -14 dalla prima: non dice nulla? Quando si giudica la stagione della Salernitana (e dunque l’operato del mister esonerato) ci si chieda sempre: ma l’obiettivo era vincere il campionato? In caso di risposta affermativa ecco la seconda domanda: cosa è stato fatto per essere competitivi? In caso di risposta negativa si rivaluti con intelligenza l’operato di Raffaele. A Cosmi, ovviamente, un enorme in bocca al lupo. Ci parlai nel 2023, durante il Gran Galà del calcio italiano, donandogli il libro “Macte Animo” nel quale si raccontava anche di quel playout farsa del 2019 in cui il suo Venezia retrocesse a scapito della Salernitana.

Dalle nostre parti siamo reduci da un altro spareggio per il quale bisognerebbe coniare un aggettivo nuovo, visto che ci trovammo a cospetto di una delle pagine più tristi della storia del calcio italiano. La sua e la nostra voglia di riscatto diano un senso a questo finale di stagione, consentendo a tutti di prepararci al meglio per i playoff. In fondo anche il Pescara, primo per tre mesi, crollò e vinse da non favorito. Perché non crederci anche a Salerno?