Malagò per la Serie A, Abete per la LND. E gli altri? Chi guiderà la FIGC? I retroscena
Scenari, fotografie. Ipotesi. La giornata di ieri è stata certamente un punto di ripartenza, un nuovo inizio per disegnare il calcio italiano che verrà. Diciotto club su venti della Serie A hanno candidato in modo quasi bulgaro Giovanni Malagò alla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio che è e che sarà. Presidente del CONI, sotto la sua gestione lo sport italiano ha visto vette mai toccate in precedenza in una lunghissima serie di discipline. Atletica, nuoto, volley, tennis, giusto per citarne alcuni, ma anche gli sport invernali che il dirigente romano ha seguito e guidato da Presidente della Fondazione Milano Cortina alle Olimpiadi Invernali. E' il nome della Serie A. E poi? La Lega Nazionale Dilettanti sembra orientata, seppur non ancora del tutto compatta, a fare il nome del suo Presidente, Giancarlo Abete. Era atteso, nonostante smentite che hanno retto neanche qualche ora. Abete doveva uscire allo scoperto e lo ha fatto.
Le percentuali del 'peso' del voto
Lega Serie A: 18% (aumentato dal 12%)
Lega Serie B: 6% (aumentato dal 5%)
Lega Pro: 12% (diminuito dal 17%)
Lega Nazionale Dilettanti: 34% (invariato)
Asso-Calciatori (AIC): 20% (invariato)
Asso-Allenatori (AIAC): 10% (invariato)
Arbitri (AIA): 0% (azzerato dal 2%)
Cosa pensano le altre leghe?
Oggi ci sarà l'Assemblea della Lega di B, la Lega guidata da Paolo Bedin deve ancora prendere posizione de facto. E lo stesso vale per la Serie C, la cui Assemblea è prevista per il prossimo 28 aprile. Le indiscrezioni dicono che la bilancia 'ad oggi' dirà Abete, ma non ci sono certezze. E Assoallenatori e Assocalciatori? Non possono esprimere direttamente il nome di un candidato, semmai solo suggerirlo, ma la piega delle cose porta a pensare che non sarà (a meno di uno step back di Abete) Demetrio Albertini o Damiano Tommasi. Quel che è certo è che voteranno unite, allo stesso modo, da componenti tecniche che vogliono andare a braccetto. Ascolteranno la proposta di Malagò (no alla riduzione delle squadre nelle leghe, con buona pace di Aurelio De Laurentiis), tra i corridoi del pallone si sussurra che sono sempre sensibili ai suggerimenti di Gabriele Gravina. In mezzo ci sarà anche il peso di Andrea Abodi, Ministro dello Sport, il rapporto con Malagò è tutt'altro che idilliaco (eufemismo) e le parole di ieri di Giuseppe Marotta non sono casuali sul rapporto che dovrà esserci con la politica. Inevitabile, da un politico come lui...











