Salernitana: quanti bocciati a Caserta, cambiano i moduli ma non la musica
"Ho detto ai calciatori di riflettere sui festeggiamenti della Casertana. Giusti, ci mancherebbe. Ma hanno battuto un grande club, non una grande squadra. Non ci voleva un’impresa per battere questa Salernitana". Basterebbero queste parole molto dure e dirette di Serse Cosmi per comprendere quanto sia stata nefasta la notte del 'Pinto'.
Restando sull’aspetto tecnico, non ha funzionato praticamente nulla. Il 4-1-4-1 iniziale avrebbe dovuto teoricamente garantire copertura in non possesso e pericolosità sulle fasce, ma il risultato è stato disastroso. Lescano continuava a vagare per il campo a caccia di palloni giocabili, Antonucci era un pesce fuor d’acqua e gli esterni perdevano tutti i duelli individuali. Se poi si prende gol sul proprio palo, allora le cose diventano ancora più complicate. Lo stesso Cosmi ha ammesso che "la rete non mi sembrava imparabile: se abbiamo predominio territoriale, ma loro colpiscono un palo e segnano, allora c’è un problema".
Nella ripresa, con il passaggio al 3-5-2 e poi al 4-3-1-2, la musica non è cambiata. Anzi, la Casertana ha avuto almeno quattro occasioni nitide per chiudere la contesa, mentre i subentrati granata facevano quasi peggio di chi era partito titolare, eccezion fatta per Achik che, almeno, ci metteva un minimo di qualità nelle giocate. Quanto al focus sui singoli, si continua a non capire come mai Capomaggio sia considerato un titolare inamovibile. Lento, compassato, scolastico, prevedibile, atleticamente in calo.
Bocciati anche Berra, Arena, Villa (che salterà la prossima gara per squalifica), Molina e un Ferrari che continua a palesare un atteggiamento insofferente, come fosse mentalmente lontano da Salerno da quando la dirigenza mise in discussione la sua permanenza in granata. Altro mistero: che fine ha fatto Ferraris?






