Salernitana e l'involuzione degli uomini chiave
L’ammissione di colpe è chiara: “Non possiamo permetterci di perdere anche il terzo posto: sappiamo quello che è il valore della nostra squadra e non merita questa classifica”. Le parole di Emmanuel Gyabuaa sottolineano le difficoltà di una Salernitana incapace di raddrizzare il proprio cammino. Nemmeno le scosse arrivate dall’esonero di Giuseppe Raffaele e dall’approdo di Serse Cosmi sulla panchina granata è servito per un trend negativo, con la Salernitana passata dal distacco di tre punti ai ben diciannove che li divide dal Benevento.
A far rumore sono soprattutto gli indizi arrivati dal campo con la preoccupazione di Cosmi di “non aver ancora chiaro l’undici titolare” che è segnale chiaro di un’incertezza tecnico-tattica che spaventa. Ad inizio marzo, a nove partite dalla chiusura del girone di ritorno e della regular season, la Salernitana è ancora alla ricerca di una propria identità.
A non favorire le scelte anche il rendimento insufficiente dei big. Capomaggio e Lescano sono in un periodo di profonda involuzione, in mezzo al campo si cambia la formula ma si fatica a trovare un’identità chiara. Pesa come un macigno l’assenza di Carriero che aveva ridato equilibrio. Gyabuaa non è al top sotto il profilo fisico (il problema al piede lo ha limitato nel derby con la Casertana) ma è insostituibile perchè uomo d'ordine e di sacrificio, Tascone è la brutta copia del calciatore apprezzato ad inizio stagione. Un calo che spaventa e che spalanca le porte ad una nuova rivoluzione tattica.






