Firenze: “Salerno merita di più, normale la delusione dei tifosi ma ai playoff nessuno vorrà affrontare la Salernitana”
Il doppio ex di Salernitana e Crotone Marco Firenze è intervenuto a “TuttoSalernitana”, trasmissione in onda su SeiTv: “Non mi piace tanto parlare di stagione fallimentare, ma capisco una piazza come quella di Salerno che viene da due retrocessioni e si aspettava di fare un campionato importante. Non è vero che se non si vince non possa essere comunque un campionato importante, ma la tifoseria si aspettava di vincere. Vedendo qualche partita, per i valori del girone dico che il Benevento sta facendo un campionato super per risultati e prestazioni”.
Si fanno sentire le scorie del passato ma c'è troppo divario col Benevento. Questo ha portato a un disinnamoramento.
“Sicuramente qualcosa non è stato fatto nel modo corretto. Il tifoso ama in maniera viscerale la maglia e, dopo due retrocessioni così cocenti, non riuscire subito a risalire almeno in B e a lottare per il primo posto ha portato a questa situazione. Non c'è disinnamoramento ma delusione, per non sentirsi ancora più dispiaciuti della mancata promozione”.
Sul centrocampo e le mezzali della Salernitana.
“Il direttore ha costruito una squadra per la Serie C, con nomi importanti per la categoria. La Salernitana ha un centrocampo con calciatori dalle caratteristiche simili, credo sia questa la disamina sul centrocampo dei granata. Non ho visto un bel gioco e questo mi è dispiaciuto: non divertirmi guardando le partite, come invece capitato per quelle del Benevento. È mancato questo alla Salernitana e un po’ anche al Catania”.
Se il Benevento fa un bel calcio e la Salernitana no, cosa manca?
“È la tipologia di gioco impostata dall'inizio, diversa da quella del Benevento, che ha utilizzato un metodo vincente con calciatori dalle caratteristiche adatte a quel modulo. Bisognerebbe però essere nello spogliatoio per capire cosa non è andato. Da fuori vedo un Benevento che fa un gioco importante, cosa che non ha fatto la Salernitana nonostante giocatori importanti”.
Sull’atteggiamento di alcuni calciatori.
“Difficile dirlo se non sei dentro a vivere le dinamiche dello spogliatoio. A me è capitato di metterci seduti a tavolino e cercare di risolvere certi problemi. Su Capomaggio e Golemic c'è stato forse un peccato di leggerezza e di troppa voglia. Golemic lo conosco, è sempre stato un giocatore importante per lo spogliatoio. Forse non c'è serenità tra di loro per essere uniti e compatti”.
L'inizio importante e poi le due sconfitte negli scontri diretti.
“Nessun giocatore ha mai pensato di essere inferiore a Catania o Benevento. Sicuramente tutti pensavano che il campionato si sarebbe dovuto risolvere tra quelle tre squadre. La gara col Benevento è stata una debacle. Quando perdi due scontri diretti con le due dirette concorrenti qualche strascico mentale te lo lascia per le gare successive. Se all'interno dello spogliatoio poi ci sono ragazzi con valori importanti devono essere bravi loro. Il cambio di allenatore può dare una scossa: è stata scelta una persona con tanta esperienza e non è l'ultimo arrivato. Non è semplice allenare in una piazza come Salerno dopo due retrocessioni. Tutto questo ha portato al momento difficile di adesso”.
Si va a Crotone, quale errore non deve commettere la Salernitana?
“Non disunirsi, non andare nel panico al minimo errore e cercare di aiutarsi tra di loro in campo. Devono fare quadrato, difendere compatti. Se viene una partita non all'altezza delle loro qualità devono pensare al concreto e badare al sodo. Anche vincere con una palla inattiva può dare fiducia e consapevolezza piano piano. Certe volte le fasi brutte di una stagione possono darti slancio. Ai playoff nessuno vorrebbe affrontare la Salernitana: adesso devono lavorare per arrivarci nella miglior posizione possibile e con uno slancio di fiducia”.
Sulla pressione di giocare a Salerno.
“Io sono venuto a Salerno esclusivamente per giocare davanti a questa tifoseria. Bisogna avere personalità, essere sfrontati e non abbattersi per due fischi. Io mi esaltavo se c'era più gente allo stadio, ma era una cosa mia. L'Arechi, con la tifoseria che c'è, se non hai una buona personalità può farti l'effetto opposto e puoi patire un fischio o una critica. Non credo però sia il caso dei giocatori presenti oggi alla Salernitana. A Salerno c'è il mare, c'è una città bellissima, gente fantastica e uno stadio da Serie A, cosa si può volere di più".






