Solo la vittoria dei playoff puo' cancellare un incubo
Maxi schiaffo pre pasquale contro il Potenza, Pasquetta indigesta con sconfitta e festa sannita all''Arechi', terzo posto in classifica perso: sto forse raccontando un incubo? No, solo le ultime settimane della Salernitana, che probabilmente si commentano da sole, tanto da rendermi difficoltoso anche lo scrivere un qualcosa che assomigli a un editoriale, pezzo che richiede una certa struttura: ho però finito le parole, e probabilmente solo la vittoria dei playoff potrebbe raddrizzare un'annata che si sta storcendo sempre di più, nonostante le premesse iniziali che facevano pensare a un differente percorso.
Poche chiacchiere e, sembrava, molti fatti, ma il campo è stato giudice supremo, e ha per ora parlato di un'altra stagione in chiaroscuro, nella quale probabilmente si paga anche lo scotto di una doppia retrocessione e degli strascichi che la stessa porta con sé. Ma dove ci si porta dietro anche l'aver imparato poco dagli errori, perché è evidente che le scelte che sono state fatte nel corso della stagione sono state tardive, e di conseguenza hanno portato più caos che miglioramenti: non che si dovesse per forza arrivare all'esonero, ma se in un allenatore non c'è più fiducia, che senso ha la "fiducia a tempo", quando di fatto lo si è già delegittimato? Non ha senso, crea danno, a tutti, al tecnico compreso. Ma ormai, come si dice, la frittata è fatta.
Serve quindi guardare avanti, ma a questo punto, come, non lo so. L'euforia iniziale è andata presto scemando, i dati presenze lo evidenziano, e il cambio di proprietà non può essere un alibi per nessun aspetto di questa vicenda che sta dando a oggi più dolori che gioie. Non c'è un malato terminale come l'anno scorso, sia chiaro, ma neppure è tutta questa passeggiata di salute...






