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Salernitana, giusto mix di calciatori tra giovani ed esperti. Intanto, "Grazie Djuric"
venerdì 1 luglio 2022, 00:01Editoriale
di Maurizio Grillo
per Tuttosalernitana.com

Salernitana, giusto mix di calciatori tra giovani ed esperti. Intanto, "Grazie Djuric"

Salernitana in versione cantiere aperto a poche ore dalla partenza per il ritiro. Nessuno si sarebbe aspettato grossi colpi nei 40 giorni post campionato, ci mancherebbe, ma Iervolino aveva fatto una mezza promessa assicurando che "per il raduno in città ci saranno senza dubbio 5-6 volti nuovi". Non è stato così e la cosa sarebbe passata sotto traccia se, nel frattempo, la rosa non avesse perso "petali" di un certo spessore. Abbiamo detto ampiamente di Bonazzoli e Verdi: pare che il direttore sportivo De Sanctis sia stato tra quelli che ha proposto di voltare pagina e di orientare altrove le proprie attenzioni, ma se contestualmente offri cifre più importanti per Joao Pedro è evidente ci sia qualcosa che non quadri. Dispiace tanto sia andata via una bandiera come Milan Djuric, a nostro avviso meritevole di considerazione differente. C'era sempre: dai playout di Venezia al sogno svanito con lo Spezia fino ad arrivare alla promozione in A e ad una salvezza con tanto di fascia da capitano al braccio. Iervolino ha ragione quando batte su concetti come identità e appartenenza, proprio per questo tutti dovevano andar via tranne il gigante bosniaco che meriterà soltanto applausi quando tornerà all'Arechi, purtroppo solo in veste di avversario. Anche Ranieri è molto meglio di Okoli e Lovato che sono stati proposti all'Atalanta nell'ambito dell'operazione Ederson.

Diciamo subito che il tira e molla di questi giocatori reduci da stagioni non certo esaltanti dovrebbe spingere, a nostro avviso, la proprietà a depennarli definitivamente dalla lista. Il Lovato di turno, reduce da una retrocessione a suon di reti subite, non è certo quel top player che può permettersi di prendere tempo, sarebbe il caso di orientare altrove le proprie attenzioni. E' chiaro, comunque, che la strategia della società è quella di assicurarsi 5-6 under di prospettiva per poi aggiungere in organico un paio di elementi d'esperienza e qualità. Il Cavani o il Milik di turno, per intenderci. Sperando, contestualmente, che Mikael non sia quello visto - a sprazzi - nei primi mesi del 2022 e che Simy, sotto la sapiente guida di un motivatore come Nicola, torni ad essere il cecchino implacabile di Crotone. Chissà che in casa non ci sia già un valore aggiunto ad ora sottovalutato. Ben vengano le riconferme di Bohinen e Lassana Coulibaly, tanta roba per chi deve lottare per la salvezza. Quanto a Ederson vale ciò che abbiamo detto per Lovato: se deve restare malvolentieri e bastano 5-6 partite di altissimo livello per pretendere la big, riteniamo debba essere ceduto ancor prima di andare in ritiro. Sono le motivazioni a fare la differenza, a volte anche un pizzico di gratitudine sarebbe ben accetta. Infine la questione ambientale. Abbiamo visto tutti quanto la piazza compatta possa incidere positivamente sui risultati, siamo certi che senza quella enorme spinta popolare la salvezza sarebbe rimasta utopia. L'Arechi dovrà fare la differenza anche quest'anno. I mugugni, però, sono all'ordine del giorno e pare quasi non si vedesse l'ora di riprendere sfoghi e soliloqui su questi social che sono strumento utilissimo a patto che vengano usati con intelligenza.

Ribadiamo un concetto espresso nell'editoriale di giovedì scorso: i tifosi facciano i tifosi, i giornalisti facciano i giornalisti e tutti aspettino la fine del mercato per giudicare. Certo, se qualcosa non va bisogna essere liberi di muovere qualche critica senza essere tacciati di nostalgia per questo o per quel personaggio: evidentemente il fantasma di qualcuno aleggia ancora nella mente di chi non ha argomenti. Il passato, vincente ma con tante turbolenze, è alle spalle e non approvare una scelta del presidente o dei suoi collaboratori non vuol dire rimpiangere chi c'era. E proprio perchè riconosciamo enormi potenzialità economiche e imprenditoriali a chi oggi rappresenta la Salernitana e ha evitato fallimento e retrocessione riteniamo sarebbe un peccato disperdere quel patrimonio d'entusiasmo così faticosamente ricreatosi e partire per il ritiro con un manipolo di ragazzini o di gente obiettivamente non adatta alla categoria e che ha la valigia pronta. Nel tempo il campo dirà se il progetto targato Iervolino è vincente o meno, ora però è il presidente a dover dimostrare di essere davvero di livello superiore ai predecessori. Il bicchiere resta mezzo pieno ed è doveroso fidarsi e sostenere, a patto però che si capisca se le prese di posizione per principio in un mondo in cui t'approcci da neofita possano essere battaglie con i mulini a vento esclusivamente a danno della Salernitana.