23 agosto-22 settembre: Venezia, bastano 31 giorni per rompere l'Unione?
Il 23 agosto 2026 il Venezia approcciava la Serie A e la sfida al Lecce con un'arma in più rispetto a tante rivali: l'unione totale e coesa di tutte le componenti. Si parlava di Unione - con la "U" maiuscola - e si trovava una conferma nella realtà quotidiana. Dalla nuova proprietà alla dirigenza, fino allo staff tecnico, i giocatori ed i tifosi. Non era solo il frutto di una promozione centrata in maniera incredibile, ma molto di più: bastava veder allenarsi la squadra, sentir parlare i tesserati o i membri della società per capire che le idee erano chiare e la fiducia reciproca forte, per la nuova rotta intrapresa.
Ieri, 22 settembre, il clima che si percepiva era diverso, nell'ambiente. Cinque sconfitte in campionato, parte del tifo che ha perso un po' la pazienza dopo la sfida alla Lazio. E il club che, dopo aver riflettuto concretamente nel cambio di allenatore, decide di confermare Giovanni Stroppa in panchina. Domani parlerà il General Manager Filippo Antonelli e allora sarà possibile conoscere qualcosa in più in merito agli ultimi, frenetici giorni.
Giorni nei quali è stato detto e scritto tanto. Si è parlato di altri allenatori contattati e pronti a subentrare, così come ora si ha la percezione che nei confronti di Stroppa sia arrivata una conferma sì, ma a tempo: cosa succederebbe se non dovesse arrivare una svolta già a Bergamo - o al massimo contro il Napoli - è facile da immaginare. Stroppa è rimasto solo, poche settimane dopo aver conquistato un traguardo memorabile per la storia del club. Ed è rimasto in sella forse grazie al fatto che non tutti coloro che sono stati chiamati a decidere - dall'alto - fossero della stessa idea.
Bastano davvero 31 giorni per rompere un'unione che sembrava perfetta? Di certo ora l'allenatore è chiamato ad un'impresa non da poco: cambiare il finale della propria storia con il Venezia - che ad un certo punto pareva segnato - con un calendario di fronte che spaventa, l'infermeria che rimane da svuotare e la necessità di isolarsi da tutto ciò che circonda la sua squadra.






