A San Siro trionfa un grande Milan e la legge di Murphy travolge il Lecce
Per battere la squadra meritatamente seconda in classifica serviva un Lecce perfetto e soprattutto un Milan sottotono. Per sfortuna dei salentini, i padroni di casa erano in grande spolvero e tutto è andato nel peggior modo possibile. Il poker d'attaccanti rossonero è stato straripante e ha sfornato complessivamente tre reti; la legge di Murphy ha punito eccessivamente gli ospiti, che anche contro l'Empoli (a causa dell'espulsione di Krstovic) pagheranno gli strascichi di una prestazione neppure tanto diabolica.
Piano partita molto ragionato, ma saltato al primo inconveniente
Gotti ha rivisitato il classico 4-4-2 proposto contro la Roma inserendo Gonzalez al posto di Piccoli, Banda dal primo minuto e Dorgu a piede invertito. L'idea complessiva di rinforzare le vie centrali con lo spagnolo, mettere il danese a uomo su Theo e puntare sulla dinamicità dello zambiano aveva il suo perché, però un piano gara molto ragionato (soprattutto in fase difensiva) è saltato con le prime fiammate offensive del Milan. E rimontare a San Siro non è facile, soprattutto in 10 uomini.
Dall'espulsione di Krstovic al 3-0, passando per un potenziale rigore: pietra tombale
Il Milan ha condotto meritatamente per 2-0, poi la gara è andata in discesa in seguito all'espulsione di Krstovic e soprattutto al terzo gol rossonero. L'attaccante montenegrino non ha neppure visto Chukwueze, l'intenzione di fare fallo non c'era, tuttavia l'arbitro Massimi ha punito un gesto tecnico rischioso per l'incolumità dell'avversario. Molto più opinabile il doppio episodio che ha di fatto chiuso la gara; Theo Hernandez è alle spalle di Almqvist, ma si riappropria del pallone con uno spintone, sicuramente espressione di grande esperienza. Poi colpisce in testa Almqvist che resta a terra: il Lecce si aspetta che la palla venga buttata fuori, ma viene lanciata in profondità per Leao che segna. Il paradosso arriva pochi minuti dopo, quando il gioco viene fermato dall'arbitro per una semplice distorsione alla caviglia, sempre dello svedese.






