Angeloni (Fiorentina): "I talenti ci sono. Ma gli allenatori ci dicono sempre che non sono pronti"
Valentino Angeloni, direttore sportivo del settore giovanile della Fiorentina, è intervenuto al panel “Quale età per la Primavera?” organizzato dalla Lega Calcio Serie A prima della finale di Supercoppa Primavera: “Io lo dico sempre, per me noi i giocatori li abbiamo: c’è uno stop, ed è quello dei nostri allenatori che ci dicono che non sono pronti. Però c’è un dato: se un ragazzo ha delle qualità specifiche o eccelse, se capisce che l’allenatore punta su di lui, ha possibilità infinite. Penso a Kayode: aveva delle eccellenze, sì, fisiche. Tecniche? Imbarazzanti. Il talento noi lo abbiamo: bisogna mettere delle regole sul minutaggio, o creare qualcosa di diverso che consenta uno sfogo diverso.
Tornare all’età massima di 19 anni per la Primavera potrebbe essere un’idea. Però bisogna considerare che la Primavera 2 ha età diverse, e bisogna considerare che ciascun ragazzo può avere il suo percorso. Ci sono tantissimi giocatori arrivati in Nazionale patendo dalle categorie più basse”.
È ipotizzabile un tetto di presenze in Primavera?
“Si può valutare, chiaramente giocare 80 partite in Primavera non ha senso. Abbiamo dei casi di tardivi, parlo di casa mia, ma sta a noi creare un sistema e delle regole. Se lasciamo scegliere solamente ad alcuni, i nostri ragazzi li perdiamo. Ogni squadra, anche la più piccola, ha giocatori da lanciare. Però dipende dai casi: quel tardivo, che magari esplode dopo 20 partite in più, potrebbe anche averne beneficiato. E poi bisogna coordinare le fasce d’età: sono tutte diverse, dalla UEFA alla Serie C. Abbiamo un sistema diverso sia all’interno delle nostre leghe sia rispetto all’estero”.






