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Aspettando Pavard, c'è il totem Darmian. E ora Inzaghi ha un'Inter camaleontica

Aspettando Pavard, c'è il totem Darmian. E ora Inzaghi ha un'Inter camaleontica TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 27 agosto 2023, 07:45Serie A

C'è chi si rivela Godot e chi no. Il mercato dell'Inter, a sei giorni dalla chiusura della finestra estiva, ruota attorno a Benjamin Pavard, ultimo protagonista di una lunga serie di telenovela. Mentre la squadra prepara la trasferta di Cagliari, resta alto l'ottimismo per l'approdo milanese del difensore francese, che negli ultimi quattro giorni per ben tre volte ha saltato gli allenamenti di casa Bayern Monaco. Troppo, ormai, per pensare di poter fare marcia indietro, anche se i tedeschi non hanno ancora chiuso per l'agognato erede e per questa ragione in viale della Liberazione non si esclude il piano B chiamato Perr Schuurs.

Per ora c'è il totem Darmian. E al buon Matteo nella Milano nerazzurra va fatto un monumento, mica da oggi. Arrivato da comprimario sulla fascia, nella scorsa stagione il classe '89 è sbocciato come erede di Skriniar. Meglio anche dello slovacco in determinati aspetti, ovvero quelli più funzionali al gioco di Simone Inzaghi. In vista di Cagliari, stringe i denti perché è a disposizione e sarà titolare, sì, ma in altre circostanze probabilmente sarebbe stata usata un po' di cautela. Darmian è, per certi versi, il simbolo della svolta interista dell'anno scorso. Abnegazione, ma anche duttilità. Sotto questo profilo, in qualche modo pure un monito a ciò che può essere in futuro.

Inter camaleonte. A Cagliari, i nerazzurri andranno in campo col 3-5-2. Zero dubbi di modulo, il principale interrogativo riguarda semmai chi schierare al fianco di Lautaro, con Marcus Thuram favorito e Marko Arnautovic a tallonarlo. Questione di numero 9, quello che il francese porta sulle spalle ma che l'austriaco sa ricoprire meglio, almeno per ora. Se in attacco si discute spesso del potenziale - quasi ufficiale, a dire la verità - downgrade rispetto all'anno scorso, non sempre si sottolinea come il mercato abbia consegnato al tecnico piacentino una squadra che può giocare in modi diversi rispetto all'anno scorso. Per esempio con tre punte: Sanchez e Thuram insieme a Lautaro o Arnautovic, in un 3-4-3 che anche sugli esterni di centrocampo avrebbe diverse alternative per coprirsi o offendere a seconda dei casi. Soluzioni che, per ora, non sembrano nell'animo e nella testa di Inzaghi, chiamato intanto a dare un'identità a una rosa costruita in un tempo più dilatato del previsto. Ma la sensazione è che, se vorrà o se gli servirà, si potrà divertire parecchio.

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Immagine editoriale di Tommaso Bonan
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