Bellingham, la gestione Rooney e il futuro del Galles: perché l'Atalanta ha scelto James
Con Wayne Rooney in panchina non è andata benissimo, soprattutto per il manager poi esonerato dal Birmingham nella seconda serie britannica. Il fatto che l'Atalanta sia a un passo da Jordan James dimostra che è necessario andare oltre ai risultati complessivi di una squadra, in entrambe le direzioni, per valutare un giocatore e il suo eventuale acquisto. E così sarà per il centrocampista centrale classe 2004, nazionale gallese, in arrivo dal club di Championship.
Figlio d'arte, novello Bellingham?
James, figlio dell'ex difensore di Hereford e Burdon, Tony, è arrivato al Birmingham a soli 8 anni e ha giocato con Jude Bellingham a più riprese. Al momento dell'esordio in prima squadra, a 17 anni e 142 giorni, la stella ora al Real Madrid era già al Borussia Dortmund. "E' un giocatore straordinario, atletico, passa il pallone con intelligenza super, ha colpo di testa, è box to box, sa come fare tackle e ha tutto il potenziale per diventare una stella", lo ha eletto Rob Page, commissario tecnico della Nazionale gallese.
Ora la Dea
L'Atalanta, col ds Tony D'Amico, non è nuova a colpi come James. Il fiuto per il talento di tutti gli scout e degli uomini mercato della Dea ha portato così ad andare fortissimo sul nazionale gallese, che ha condiviso tanto della sua gioventù con Bellingham, che è andato oltre a una gestione Rooney non all'altezza e che ora è pronto per il grande salto.






