Cabral in risalita: dall'ultimo treno preso alla voglia di cambiare le gerarchie della Fiorentina
Benedetto quel lunedì sera a Lecce in cui Jovic ha dovuto alzare bandiera bianca dopo cinque minuti. Deve star pensando questo, anche abbastanza di frequente, Arthur Cabral. Sì, perché a partire da quella sera il centravanti brasiliano, fino a quel momento apparso all'interno di un lento declino personale iniziato come mancato inserimento e arrivato a vederlo utilizzato giusto come contorno per i finali di partita, ha iniziato a mandare i giusti segnali per ricominciare a scalare le gerarchie offensive della Fiorentina e lasciare più dubbi in mister Italiano di quanto non pensasse fino ad appena un paio di settimane fa.
Due gol e un assist negli ultimi 200' - Quello del classe '98 è un percorso graduale, con inizio moderato. Incassati in serie senza colpo ferire (specie negli atteggiamenti) 3' più recupero a Bergamo e altrettanti con gli Hearts sul 5-1, e con nell'intervallo le due panchine consecutive in terra di Scozia e con la Lazio, ecco l'occasione data dal destino. La scelta tecnica, anche a Lecce, sarebbe ricaduta su un altro (Jovic), se non fosse che questo deve fermarsi ad inizio partita. Entra Cabral e, oltre a due gol annullati, trova con un assist al Via del Mare, un pregevole cross sulla testa di Kouame. La fiducia arriva, anche dal 1', nel successivo fine settimana. Contro l'Inter è il brasiliano a guidare l'attacco viola: all'interno di una partita fatta di sacrificio e grande fatica, si prende la briga di calciare e trasformare un rigore nel primo tempo. Con il Basaksehir e lo Spezia deve riaccomodarsi in panchina, ma quando viene buttato dentro da Italiano risponde presente, sfiorando un gol nei 18' coi turchi e trovando il centro della vittoria nel finale con le Aquile, un gol che non può che rilanciarne la candidatura nel futuro prossimo. "Ogni giorno sono più inserito, anche per la lingua e in campo capisco meglio cosa vuole Italiano. Testa a giovedì", ha detto commentando i suoi 13 minuti con gol a La Spezia. Già, testa alla sfida in Lettonia che chiude il girone di Conference: ha tutte le fattezze della chance in arrivo. Come tutti gli ultimi, per Cabral è un treno da prendere al volo. Senza tanti ripensamenti, sa per primo che non passeranno per sempre. Anzi, stavano per non passare più.






